Cultura Federale

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VULCANO





Nome presente nel catalogo federale: Vulcano (Vulcanis A II, Nevasa II, 40 Eridani A II)
Nome locale: T'Khasi, Minshara, Ti-Valka'ain
Sistema: Vulcan
Quadrante: Alpha
Classe: M
Lune: Nessuna
Popolazione: circa 13.2 miliardi
Gravità sul pianeta: 1.40 g
Diametro: 8.900 Km.
Circonferenza all'equatore: 27.960 Km
Superficie totale: 995.382.216 Km²
Superficie terre emerse: 715.679.814 Km², 71,9%
Lunghezza del giorno: 27 ore


LE STELLE - 40 ERIDANI


Le stelle "B" e "C" orbitano attorno ad un comune baricentro ogni 248 anni standard e distano fra di loro 44 UA, più della distanza tra Sol e Sol IX (Plutone).

Sia "B" che "C", poi, ruotano attorno ad "A" ogni 8.000 anni standard, ad una distanza media di 400 UA (2 giorni luce).Vista dalla superficie di Vulcano, 40 Eridani A appare il 62% più grande di quanto non sia il Sole visto dalla Terra, mentre "B" e "C" sono troppo distanti per sembrare più che punti di luce particolarmente brillanti.

Data la loro vicinanza, rispetto alla distanza che hanno da Vulcano, "B" e "C" appaiono sempre abbastanza vicine e più luminose di Venere visto dalla Terra (il che le rende visibili anche di giorno nel cielo di Vulcano).

Comunque, queste due stelle sono troppo lontane perché possano influire, sia come luminosità che come calore, sull'ecosistema di Vulcano.

Come accade anche su altri mondi, i Vulcaniani hanno dato un nome alle stelle del loro sistema: mentre 40 Eridani A ha mantenuto il nome storico, Ko' Vel, le stelle "B" e "C" sono state ribattezzate dopo l'Epoca del Risveglio, venendo loro assegnati rispettivamente i nomi di Surak e Sudoc. Spesso queste stelle vengono usate dai poeti e dagli scrittori di Vulcano come immagine della contrapposizione fra la logica (Surak) e l'emotività (Sudoc).


SISTEMA STELLARE


Il sistema di Vulcano è, in termini astronomici, uno dei vicini del Sistema Solare: li separa una distanza di soli 16 anni luce (una distanza che una nave passeggeri percorre in 15 giorni).



Rappresentazione schematica delle orbite reciproche di Vulcano e delle tre stelle del sistema
Courtesy Vulcan Science Academy


Il sistema stellare di Vulcano è composto da tre pianeti e una fascia di asteroidi che ruotano attorno alla stella principale:
  • KO'VEL (40 Eridani A);
  • Un pianeta di CLASSE B, inabitabile a causa della sua vicinanza al sole;
  • VULCANO (T' Valkahain), l'unico pianeta di classe M del sistema;
  • T' KHUT, un pianeta di classe G;
  • Una fascia di ASTEROIDI, molto usata come fonte mineraria in tempi pre-warp.

Ad eccezione di Vulcano (40 Eridani A II), nessun altro pianeta del sistema è abitabile. Non di meno, sia l'Accademia delle Scienze di Vulcano che numerosi ordini monacali mantengono installazioni, scientifiche o religiose, sui pianeti del sistema. In aggiunta a questi, ci sono un gran numero di installazioni orbitali: un telescopio solare all'interno dell'orbita del primo pianeta, porti spaziali (sia privati, sia del governo vulcaniano, sia della Flotta Stellare), laboratori astrofisici e astronomici.

Non è compresa nella seguente trattazione, ma vale la pena di ricordare qui che la sovranità di Vulcano si estende anche su altri sistemi stellari, i cosiddetti "Protettorati Coloniali Vulcaniani".

IL PIANETA VULCANO



Vulcano è il secondo pianeta del sistema di 40 ERIDANI e orbita intorno alla stella A del sistema. È un pianeta di classe M8 (torrido) ed è l'unico abitabile del sistema.

DATI FISICI
La sua distanza media dalla stella principale è di circa 83 milioni di chilometri: il suo periastro (il punto più vicino alla stella) si trova a 79 milioni di chilometri da 40 ERIDANI A, mentre il suo afastro (il punto più lontano) si trova a 87 milioni di chilometri.

Dalla scheda tecnica con il riferimento alla Terra si evince come Vulcano disti dalla sua stella poco più della metà della distanza tra Sol e il suo terzo pianeta. Ciò spiega come mai Vulcano abbia una temperatura media così elevata, nonostante la sua atmosfera più rarefatta (mancanza di effetto serra) e nonostante il tipo spettrale della stella principale, la cui temperatura superficiale è di "soli" 5000K.

Vulcano compie un'orbita completa in 177 GIORNI (periodo di rivoluzione) e ruota su se stesso in poco più di 27 ORE (periodo di rotazione). Dunque l'anno vulcaniano è più breve di quello terrestre, mentre accade il contrario per il suo giorno. La sua massa è pari a 16x10E24 Kg e il suo raggio è 8900 km. È più pesante della Terra e ciò spiega la sua gravità, superiore a quella del terzo pianeta di Sol (1.4 volte la gravità terrestre).


CLIMA

Le temperature delle zone desertiche durante la giornata vanno dai 43°C ai 52°C, con punte che toccano i 65°C. Durante la notte possono scendere fino a 7°C , indicando così una grossa escursione termica giornaliera. Nelle zone polari la temperatura diurna si aggira intorno ai 25°C e non scende mai sotto lo zero.

Il clima vulcaniano non è diversificato in passaggi stagionali: ciò è dovuto al fatto che l'asse del pianeta ha un'inclinazione minima sul piano orbitale (poco più di 1°).

Le piccole variazioni "stagionali" sono causate infatti dall'eccentricità dell'orbita di Vulcano attorno al suo sole. Per convenzione si definisce comunque estate il periodo dell'anno leggermente più caldo in corrispondenza del passaggio al periastro. Questo comporta una differenziazione climatica minore rispetto alla Terra.

Nelle zone desertiche le piogge sono assenti per tutto l'anno. La presenza di oasi è consentita solo grazie al tipico doppio strato della crosta planetaria, che permette l'esistenza di sacche di acqua: qui le piante attecchiscono al terreno desertico dando vita alle oasi.

Le zone temperate hanno un clima che ai terrestri può sembrare equatoriale, ma che in realtà comporta un minore tasso di piovosità (le precipitazioni si concentrano in un periodo di 6 settimane immediatamente seguente la fine dell'estate). In queste zone la vegetazione è abbondante ed è generalmente qui che i non vulcaniani si trovano maggiormente a loro agio durante il loro soggiorno sul pianeta.

Le aree vulcaniche possono essere attive, come il Monte T' ARHANA, il triplo picco di T' RAAN, T' RIALL e T' REGAR nella regione di RAAL, o la "Piana di Fuoco" (zona mineraria e di interesse turistico per la presenza di meravigliose formazioni cristalline multicolori) oppure dormienti da secoli come le vaste distese di lava del deserto di CHELEB-KOR.

Nelle aree vulcaniche attive il clima desertico è inasprito dalle colate laviche che alzano la temperatura fino alle punte di 65°C e, contemporaneamente, appesantiscono localmente l'atmosfera con le esalazioni di vapori e zolfo.


GEOGRAFIA GENERALE



Il pianeta si presenta strutturato in due grossi continenti e un continente-isola.
Il primo, chiamato Na'Nam è sede di tutte le città principali: la capitale Shir-Khar, situata come Xhir-Ahl nella regione di Shi'al (nella zona equatoriale); Kir, situata nell'omonima regione, famosa per la presenza delle Grotte di Kulvir; Ta' Vistar, nella regione settentrionale del Tat'Sahr; Xen' Tal nella parte meridionale della regione di Gol e Vulcana Regar, nella regione di Raal. In questa zona si è sviluppata l'unica popolazione vulcaniana con caratteri somatici marcatamente differenti e con una pigmentazione della pelle molto più intensa. I visitatori che transitano nel deserto di Xial restano affascinati dalla visione del maestoso Monte Seleya, cuore della mistica vulcaniana.
Il secondo continente, Han-Shir, è l'esempio migliore di come i Vulcaniani abbiano posto la massima cura nel preservare l'integrità dell'ambiente; la maggior parte di questo continente è infatti adibita a parco naturale o riserva integrale: l'area protetta costiera di T'Ralor da sola enumera tra i suoi "ospiti" più di 100 specie altrove in estinzione. Tre i centri abitati di un certo rilievo: Da-Leb, Kwil'Inor e Vulcinis.
La grande isola di Xir' Tan è separata dal continente di Na'Nam da un braccio di mare, lo Stretto di Ha' Zen, attraversato da forti correnti e ritenuto nei tempi antichi non oltrepassabile. Leggermente più estesa dell'Australia, Xir' Tan è scarsamente popolata per via dei frequenti terremoti, nonostante il clima più mite e una relativa importanza a livello minerario.
L'acqua occupa circa il 28% della superficie: si tratta di mari tiepidi, poco profondi e con movimenti di masse d'acqua abbastanza limitati. A est c'è il Mare di Voroth e a ovest il Mare di Thanar. La presenza di differenti sali minerali li rende più "dolci" rispetto agli oceani terrestri.


ZONE CLIMATICHE

Come sugli altri pianeti, anche su Vulcano sono presenti varie zone climatiche; tuttavia le differenze di temperatura tra esse sono meno marcate rispetto a quelle che rileviamo in altri mondi.

Ogni zona comprende molti ecosistemi, in cui sussiste una notevole biodiversità . I primi visitatori di Vulcano lo trovarono un fatto insolito, ma si tratta solo della logica conseguenza della necessità di sfruttare al meglio ogni minima risorsa che entra nelle varie catene alimentari.

Per ragioni di fruibilità e chiarezza, presenteremo solo alcune forme di vita di tre macro-aree: i deserti, le pianure vulcaniche e le zone temperate. Il visitatore che si reca su questo mondo noterà come i Vulcaniani preservino l'ambiente: grande è l'attenzione verso un uso ecocompatibile delle risorse e numerose sono le riserve naturali protette.


DESERTI

Il termine deserto è una definizione semplicistica che racchiude ambienti molto diversi tra loro: dalle dune di sabbia equatoriali alle pianure di ghiaia. In questi ambienti inospitali sono comunque presenti piante e animali che hanno sviluppato interessanti strategie di sopravvivenza.
Nei tempi antichi i deserti furono teatro della feroce lotta tra le tribù per accaparrarsi il controllo delle sparute oasi che li punteggiano; oggi, grazie all'applicazione di tecnologie molto avanzate, le risorse idriche del sottosuolo vengono sfruttate per sostenere i bisogni di città come Shir-Kahr senza per questo alterare il naturale equilibrio dell'ecosistema circostante.
Alcuni elementi della fauna dell'area desertica:

Lo Shavok
Nei tempi pre-riforma, gli abitanti del deserto consideravano lo shavok un animale sacro: in effetti era di "buon auspicio" avvistarlo quando si viaggiava per lande sconosciute, poiché esso, se non in caccia, discende al suolo sempre in prossimità di un'oasi.
Questo rapace ha una poderosa apertura alare, superiore ai due metri; preda roditori e rettili. Nei testi di genetica vulcaniani un suo parente stretto, lo shavok delle rocce, è portato come esempio di mutazione genetica casuale di successo: dotato di due paia di zampe, esso si arrampica sulle rocce per spostarsi e cacciare in un silenziosissimo volo planato.

Il K'karee
Il veleno del k'karee, spruzzato con forza grazie alle due sacche sotto la gola, causa paralisi temporanee o, se colpisce negli occhi, la cecità , a meno che non possano essere prontamente somministrate le specifiche antitossine (sotto forma di un "siero antivipera" in hypospray). Nonostante i rischi che tale impresa comportava, nell'antichità questo rettile era attivamente cacciato, in quanto il suo veleno spalmato sul filo delle lame delle lance o sulle punte delle frecce era impiegato per aumentarne l'efficacia (non dissimilmente dal curaro terrestre). Essendo un serpente notturno, esso è dotato di sensori termici per individuare le prede nella oscurità . Le carni del k'karee sono commestibili.


PIANURE
Esistono due tipi di pianure vulcaniche: quelle inattive (distese di lava fredda da secoli) e quelle in cui alcuni coni attivi creano suggestivi fenomeni. Rocce rosse, lava nera e depositi solforosi gialli placcati di licheni fanno di questi paesaggi i soggetti preferiti dagli amatori che si dilettano delle antiche tecniche fotografiche e pittoriche. Le colate laviche "ferme" sono sfruttate per estrarre minerali altrove difficilmente reperibili sulla superficie di Vulcano.

Valit
Questo roditore è dotato di grande intelligenza: i biologi vulcaniani, compiendo esperimenti di comunicazione tramite impulsi luminosi e sonori simili a quelli di Pavlov sui cani terrestri, si sono resi conto che le risposte del valit non erano un semplice riflesso condizionato ed hanno iniziato a stabilire dei veri e propri codici che segnalano non solo comandi e necessità , ma anche le intenzioni dell'animale.
In cattività il valit vive in popolose colonie sotterranee e scava gallerie lunghe anche numerosi chilometri per spostarsi, emergendo solo di notte per cercare il cibo.

Nor-Cen
Parente stretto del cir-cen, si distingue per le spine rosse e per il maggior pregio, dato dal fatto che la polpa non solo fornisce acqua, ma può sostituire un pasto grazie alle molteplici e svariate sostanze nutrienti che contiene.


ZONE TEMPERATE
Per Vulcano la parola "temperata" si applica a una zona dal clima caldo, ma con una relativa abbondanza d'acqua rispetto alle altre realtà del pianeta. A questa categoria appartengono i poli (che su Vulcano non sono ghiacciati) e parte delle fasce costiere.

Selath
Insieme al le-matya è forse l'animale vulcaniano più noto al di fuori del pianeta: onnivoro, occupa la stessa nicchia ecologica dell'orso terrestre.
Una sottospecie fu addomesticata anticamente (con funzione di ausilio nella caccia o di difesa) ed è ora trattata come animale da compagnia.

L'aspetto goffo del selath domestico non deve trarre in inganno: i suoi parenti selvatici sono animali talmente forti da scortecciare con gli artigli o sradicare robusti vegetali pur di arrivare alla linfa dolce o alle radici di cui sono ghiotti. Nel periodo dell'accoppiamento un maschio adulto può recidere la gola ai rivali con un sol colpo delle zanne, lunghe dai 15 ai 20 cm.

Chkaria
Questo roditore diurno, sempre in cerca di cibo, apprezza qualsiasi cosa la natura gli offra: onnivoro, è particolarmente gradito ai visitatori umani delle riserve naturali di Vulcano, in quanto nel comportamento ricorda uno scoiattolo, e come il suo equivalente terrestre prende pezzi di frutta dalle mani . Bisogna però nutrirlo con prudenza, in quanto le sue unghie affilate come rasoi possono facilmente amputare le dita. I bambini vulcaniani dell'epoca moderna imparano a dar da mangiare ai chkaria per affinare il coordinamento oculo-manuale, ma alcuni dei primi maldestri turisti terrestri hanno dovuto farsi curare per serie lesioni.

Gespar
Questo frutto è molto apprezzato: al palato umano risulta un misto piccante tra l'ananas terrestre e il kir di Rigel. Parti della pianta del gespar vengono utilizzate per fabbricare saponi e profumi.


FISIOLOGIA VULCANIANA





ORGANI ESTERNI


Occhi
L'occhio Vulcaniano e' protetto da una palpebra interna chiara che filtra le radiazioni pericolose, calore e polvere, tutti elementi presenti su Vulcano. L'occhio in se' e' molto simile a quello umano, eccetto che per la banda di differenziazione dei colori per le frequenze alte (ultravioletto) che e' meno acuta, mentre la visione notturna (bassa frequenza dell'infrarosso) lo e' di piu'.

Orecchie
La forma dell'orecchio Vulcaniano e' stata soggetto di molte speculazioni. Comunque in test di laboratorio e' stato scoperto che questa speciale forma aiuta ad incanalare l'aria e intensificare i suoni nell'aria secca e rarefatta di Vulcano. Percio' l'orecchio e', contrariamente alle superstizioni, non un marchio dovuto ad antenati demoniaci, ma semplicemente un amplificatore di decibel.

Naso
Il naso Vulcaniano e' molto simile a quello terrestre, ma non cosi' efficiente come strumento dell'olfatto. E' comunque adatto al filtraggio dell'aria per il passaggio nei polmoni. Poiche' il 60% del gusto risiede nell'olfatto, i Vulcaniani hanno notoriamente una mancanza di senso del gusto. Questo comunque non impedisce loro di assaporare i cibi, o di non assaporarli, visto che sono strettamente vegetariani.

Cavita' orale
La bocca di un Vulcaniano e' pressocche' identica a quella umana. L'unica essenziale differenza e' che i Vulcaniani hanno solo 28 denti, visto che mancano di un paio di molari.

Testa-Cranio
I Vulcaniani sono un popolo estremamente dolicocefalo (testa allungata). La scatola cranica e' piu' spessa di quella umana di circa 0,2 cm. e l'osso in se' e' piu' duro di quello terrestre. I Vulcaniani maschi, comunque, non posseggono il toro sopraorbitale (margini ossei) sopra l'occhio, come invece molti umani. Il cervello Vulcaniano ha la stessa struttura e grandezza (1600 cc) di quello terrestre. Solo nell'area mediana, dove i poteri telepatici e telecinetici hanno origine, il cervello e' significativamente differente. Tale area e' piu' larga e ha piu' circonvoluzioni, e cio' spiega in parte i poteri psionici del popolo Vulcaniano.

Corpo-Dimensione-Forma
I Vulcaniani, come le popolazioni terrestri Arabiche e Aborigeni Australiane, sono un popolo alto e longilineo; Le braccia e le gambe sono lunghe e fini, con muscoli estremamente lunghi e potenti attaccati allo scheletro. Hanno solitamente la vita alta e il corpo corto, e diventano eccellenti corridori di lunghe distanze. La dimensione e la forma dei Vulcaniani conferma l'ipotesi di una evoluzione simile a quella degli Arabici e degli aborigeni delle terre aride, calde e secche; la loro struttura corporea, quindi, aiuta la dispersione del calore. E' da notare la mancanza di ghiandole sudorifere nei Vulcaniani in quanto sono il sangue, la pelle e la struttura corporea a disperdere il calore, al contrario degli umani in cui tale funzione viene espletata tramite l'evaporazione della sudorazione.

Cute
L'epidermide dei Vulcaniani, diversamente dalla pelle umana, e' uno schermo protettivo a due vie a prova d'umidita'. Non solo esso agisce come barriera antiumidita' permettendo cosi' alle cellule di vivere in un ambiente fluido, anche in aria relativamente secca come fa la pelle umana, ma permette anche di disporre dell'umidita' ambientale attirandola. In piu', alcune cellule altamente specializzate del derma, conosciute come cellule hyalotermiche, permettono una perdita di calore corporeo con la ritenzione d'acqua, cosa che la pelle umana non puo' fare (proprio per la mancanza di tali cellule specializzate). Queste proprieta' uniche della pelle, insieme a quella della mancanza di ghiandole sudorifere, sono necessarie per la vita Vulcaniana e spiegano la sopravvivenza della specie in presenza delle condizioni ambientali di Vulcano.

ORGANI INTERNI


Cuore e Polmoni
Il cuore Vulcaniano batte al sorprendente ritmo di 242 battiti al minuto. La pressione media del sangue è 80 sistolica, 40 diastolica. Questo fenomeno spiega, in parte, perché le vene e arterie siano estremamente dilatate. Il grande diametro delle vie sanguigne è d'aiuto ulteriore alla diminuzione della temperatura del corpo, offrendo una maggiore superficie di raffreddamento. Il cuore dei Vulcaniani è localizzato dove si troverebbe il fegato terrestre, lasciando più spazio ai due polmoni. Di conseguenza la cartilagine che normalmente protegge il cuore umano si estende di circa 3.5 cm in più verso il basso, per proteggere quest'organo vitale.

Fig.1 - Equivalente Vulcaniano della emoglobina dei Terrestri.
Questi ultimi hanno Fe2+ (ferro, da cui il sangue rosso), i Vulcaniani hanno Cu1+ (rame, da cui il sangue verde).
L'ossigeno si lega all'atomo Cu1+, i terrestri hanno 4 molecole di emoglobina unite mentre i Vulcaniani ne hanno 6.
Il sangue Vulcaniano è basato sul rame ed è color verde. Il rame aiuta l'utilizzo dello scarso ossigeno in condizioni di bassa pressione atmosferica. Le cellule rosse del sangue sono biconvesse anziché concave come nei Terrestri. Tale forma aiuta nel raffreddamento delle singole cellule, dell'intera circolazione sanguigna e infine dell'intero corpo. Un'altra particolarità delle cellule del sangue Vulcaniano è l'abilità di catturare e immagazzinare un'enorme quantità di ossigeno dall'aria rarefatta. Un VuIcaniano può sopravvivere per ore sott'acqua o in un'atmosfera non respirabile proprio per merito di queste uniche cellule sanguigne. Il polmone Vulcaniano è più largo di quello umano. Gli alveoli del polmone sono più elastici del 75% rispetto a quelli terrestri (sono perciò immagazzinatori di ossigeno più efficienti). Il cuore Vulcaniano è più grande, secondo gli standard terrestri, ma entro i limiti di normalità per gli umani. La sua dimensione più grande è dovuta alla maggior quantità di lavoro che deve compiere. L'unica anormalità del cuore Vulcaniano è la sua sviluppata muscolatura. Le sue pareti sono più fini, ma più potenti e flessibili di un cuore terrestre,permettendo un numero maggiore di battiti e un più grande volume di sangue.
Una trasfusione di sangue Vulcaniano in un Boliano ne provoca la morte immediata.

Reni e funzioni escretorie
Il rene è un organo importante nel sistema di ritenzione dell'acqua, e perciò un componente necessario alla vita su un pianeta secco e caldo. Mentre gli umani espellono la stessa quantità che immettono, i Vulcaniani espellono solo il 50% della materia liquida processata dai reni, l'altro 50% è purificato dai reni e riciclato nel corpo. L'urina Vulcaniana è perciò estremamente ricca di minerali con un'alta gravità specifica. Chi ha familiarità con le feci di gufo riconoscerà velocemente che, come tale uccello da preda, il sistema digestivo Vulcaniano rimuove completamente dal cibo l'umidità e le sostanze nutritive, lasciando un escremento secco, denso e compatto.

Sistema ormonale
Le ghiandole endocrine dei Vulcaniani sono, diversamente da quelle Terrestri, sotto controllo conscio e non fanno parte del sistema autonomo. L'individuo adulto può regolare la quantità di adrenalina e farla circolare nel sistema interno in risposta a condizioni ambientali specifiche. La tiroide può essere a sua volta controllata fermando il flusso di tiroxina e adrenalina; i Vulcaniani possono anche cadere in uno stato di animazione sospesa, molto simile alla trance dei fachiri indiani. In questo stato i Vulcaniani possono comandare le risorse corporee (sangue, linfa, etc.) per riparare i danni.

Compatibilità genetica
I vulcaniani sono compatibili a livello genetico con i romulani, con cui hanno antenati comuni. Sono possibili ibridi con altre specie, come quella umana o trill, grazie a interventi genetici pre-natali.

Abilità ESP
Questa specie possiede capacità extrasensoriali quali la comunicazione telepatica, l'accesso ai ricordi, l'attacco psichico e la fusione mentale che rappresenta un suo tratto peculiare. Tuttavia non tutti gli individui entrano in possesso di queste facoltà e per alcune di esse è necessario molto auto-controllo e addestramento. La comunicazione telepatica e l'attacco psichico possono avvenire solo con un soggetto a breve distanza e della cui posizione il vulcan deve essere a conoscenza, preferibilmente tramite contatto visivo. L'accesso ai ricordi avviene tramite la fusione mentale che è possibile praticare solo tramite il contatto fisico col soggetto. È importante che il vulcaniano che effettua questa pratica sia addestrato poiché un errore potrebbe causare seri danni cerebrali.

Pon farr
Non si tratta di una malattia vera e propria, ma del rituale di accoppiamento vulcaniano, durante il quale i vulcaniani perdono il loro caratteristico senso logico e smettono di nutrirsi se non completano il rituale dell'accoppiamento.
I primi sintomi dell'avvicinarsi del pon farr sono una leggera febbre e un innalzamento dei livelli di dopamina.
Il pon farr cade ogni settimo anno della vita adulta di un vulcaniano.
Durante questo periodo il cervello vulcaniano soffre di un forte sbilancio neurochimico (plak-tow, febbre del sangue) che potrebbe anche causare il decesso dell'individuo.

Ci sono tre modi conosciuti per superare il pon farr:
  • Cercare una compagna (koon)
  • Praticare la sfida rituale (kal-if-fee)
  • Sottoporsi ad un'intensa meditazione: se si possiede sufficiente disciplina per arrivare ad un punto di risoluzione psicologica, lo squilibrio chimico dovrebbe correggersi da solo.


Non esiste quasi nulla nelle cartelle mediche della Federazione a riguardo del pon farr, a parte alcune osservazioni fatte dai medici della Flotta.

Frasi rituali durante il Pon farr
T'Pel: Come era agli albori dei nostri giorni, come lo sarà per tutti domani - a te, mio marito, mi consacro tutto ciò che sono.
Tuvok: T'Pel, mia moglie - da voi ricevo tutto quello che ho.
T'Pel: Come era nel principio, così sarà ora.
Tuvok: Due corpi, una sola mente.


STORIA VULCANIANA



L' Epoca Antica (Era della Furia)

È ormai scientificamente accertato che i Vulcaniani, così come altre razze umanoidi della Galassia, sono stati geneticamente "seminati" sul pianeta da un' antica razza, ora quasi estinta, nota come "i Protettori". Se i Protettori fossero la razza di Sargon o gli "Spiriti del Cielo" è una questione su cui i genetisti e gli antropologi vulcaniani ancora dibattono. Data la ridotta vastità delle acque sul pianeta, i Vulcaniani hanno raggiunto piuttosto in fretta l'omogeneità linguistica e culturale. Ciò, purtroppo, non ha impedito il susseguirsi di sanguinose guerre di potere.

Nei tempi pre-riforma, le emozioni guidavano le azioni dei Vulcaniani: erano violenti, passionali, completamente irrazionali. Erano divisi in piccole nazioni, nate da clan o piccoli feudi e combattevano una innumerevole serie di guerre, grandi e piccole, per la conquista delle risorse di sostentamento, che sul pianeta non sempre erano sufficienti (specialmente l'acqua).

A questi antichi tempi viene fatta risalire la struttura sociale che tuttora resiste su Vulcano: un matriarcato in cui le donne hanno un ruolo preminente, senza che questo fatto venga però esplicitato in modo eclatante; mentre gli uomini continuavano a morire in conflitti senza fine, le donne crearono un pantheon di divinità , la scrittura, le arti e le prime scienze non belliche, forgiando la cultura del pianeta. Inoltre, le capacità mentali dei Vulcaniani hanno dato una forte impronta mistico-religiosa alla ritualità che permea tuttora la vita degli abitanti di Vulcano.

Parallelamente alla ricerca di armi "convenzionali" sempre più efficienti, procedeva anche lo sfruttamento delle capacità telepatiche, che in misura diversa tutti possedevano, al fine di spostare le leve del potere in un senso o nell'altro. Erano soprattutto i monaci delle varie sette religiose e i loro discepoli a praticare questo tipo di guerra psionica, spesso anche per difesa personale.


CULTURA


La cultura dei popoli non si conosce unicamente acquisendo informazioni sulla loro tecnologia, sull'arte, sulle scienze o sulla religione, ma considerando attentamente in quale rapporto essi sono coi vari aspetti della loro cultura. Sarà da questo punto di vista che ci avvicineremo alla conoscenza di quella vulcaniana, nei cinque punti seguenti:

  1. Il rapporto con la scienza e la tecnica;
  2. Il rapporto con l'arte;
  3. La religione;
  4. La filosofia;
  5. Usi e costumi


IL RAPPORTO CON LA SCIENZA E LA TECNICA
Un aspetto fondamentale della cultura vulcaniana è il profondo interesse per la scienza e la tecnica. Per i Vulcaniani le scienze sono un mezzo per conoscere l'universo che li circonda e un'applicazione della logica che loro utilizzano nella vita e nei rapporti sociali. Sono convinti che conoscendo le leggi della natura e della fisica, riusciranno a conoscere la vera essenza di tutte le cose, così come essa è.

Usufruendo di una logica formale e matematica ineccepibile, le ricerche scientifiche vulcaniane hanno spesso notevole successo. L'Accademia delle Scienze di Vulcano gode di ottima fama in tutto il quadrante. Anche le ricerche in campo tecnico sono all'avanguardia: modulatori delle frequenze di campi di forza, aggiornamenti delle navi della Flotta Stellare e anche armi. Non tutti i Vulcaniani ritengono però che lo sforzo in quest'ultimo campo di ricerca sia etico.

Nonostante ciò, negli ultimi anni sono state investite molte risorse in questo settore, sotto la spinta impellente della minaccia dei Borg. Molti dei reperti borg che la Federazione è riuscita ad ottenere a Wolf 359 o in altre circostanze, sono dirottati proprio su Vulcano per essere studiati e compresi. Specialisti in crittografia cercano una chiave per comprendere i file codificati dei Borg e gli astronomi catalogano ogni informazione sui fenomeni fisici e spaziali che sono in un qualche modo connessi con i Borg. Gli psicologi cercano di studiare e comprenderne la società , sperando di poter trovare una possibilità di dialogo con essi.

IL RAPPORTO CON L'ARTE
Mentre su altri mondi l'arte è espressione dell'emotività dell'artista, su Vulcano si propone finalità meditative e un'azione calmante dell'animo. Per questo si avvale di una formalità e un formalismo delle linee e delle geometrie. Ne sono un chiaro esempio il disegno di interni, la strutturazione del paesaggio e dei giardini, la pittura e la scultura.
Sempre con finalità meditative sono state sviluppate arti come la poesia, la danza (che migliora il coordinamento neuro-muscolare), la musica, i giochi di logica o strategia.
Attività della Terra come gli scacchi (tridimensionali, ma anche nella loro antica forma bidimensionale) o il go hanno appassionati sul pianeta, ma è soprattutto nel Kal-toh, un puzzle tridimensionale, che i Vulcaniani eccellono, tanto da richiamare visitatori da altri pianeti durante i tornei. Come le altre arti, l'architettura è logica e funzionale; sfrutta linee pulite e proporzioni matematiche, sia per gli interni che per gli esterni.

Su Vulcano si trovano in grande quantità marmo e granito; questi materiali sono largamente utilizzati nella costruzione di edifici. Viene anche impiegato il bureki, una rocca tipica che vanta proprietà antisismiche; inoltre questo tipo di roccia ha un bassa conduzione termica e ciò la rende ideale nel clima caldo-asciutto del pianeta. Il legno, invece, viene impiegato poco per via della sua relativa scarsità .

Proprio per le alte temperature di Vulcano, gli interni sono molto ampi e spaziosi: con verande, giardini interni e colonnati ricordano l'architettura delle ville romane terrestri. Inoltre, in ogni casa vi è uno spazio riservato alla meditazione.

Le decorazioni degli interni tendono ad essere essenziali, con pochi quadri; viene preferito l'utilizzo di dipinti murali. Anche l'arredamento tende ad essere di forme semplici e lineari: tavoli ben squadrati e sedie dal lungo e alto schienale ne sono un tipico esempio.

Contrariamente a quanto si pensi, i Vulcaniani apprezzano la bellezza, ma tendono a esprimerla più con la simmetria e la precisione matematica, che non con l'arditezza delle forme o l'accostamento inusuale dei materiali.

LA RELIGIONE
Contrariamente a quanto possa immaginare la maggioranza delle razze del quadrante, i Vulcaniani non sono tutti uguali in quanto a senso filosofico-religioso. Anche se le loro opinioni e le loro decisioni sono guidate dalla logica, essi non si comportano tutti nello stesso modo. Come i membri di qualsiasi altro popolo i Vulcaniani sono persone e, come tali, hanno credenze e valori differenti. Alcuni sono religiosi e tradizionalisti, altri no. Ci sono coloro che seguono strettamente gli insegnamenti di Surak e altri che seguono gli insegnamenti di altri maestri .

L'antica religione vulcaniana prevedeva un nutrito numero di divinità , ciascuna delle quali presenta una doppia caratterizzazione. Le rappresentazioni pittoriche e scultoree di questi dei mostrano quindi una doppia natura: una collerica e l'altra gioiosa.

Il coro interno
La religione vulcaniana si basava su un culto politeistico che è la deificazione dei differenti aspetti che compongono la personalità di un credente. In ogni uomo convivono aspetti e voci contrastanti, il "Coro Interno" (Ka-Ta-Pak) : ogni dio ha un aspetto positivo e un aspetto negativo.

Tel-Alep: la curiosità , il desiderio di conoscenza
Alep-Tel: il cinismo, la disillusione
Kir-Alep: pace e accettazione
Alep-Kir: apatia e pessimismo
Val-Dena: gioia, bellezza, amore
Dena-Val: gelosia, il desiderio di tenere solo per se stessi ciò che dà gioia e felicità
Kal-Ap-Ton: la personificazione del dolore personale per una perdita
Tyr-Al-Tep: la rabbia per una perdita scaricata sul mondo
Ket-Cheleb: l'ira, l'orgoglio, le emozioni forti che scatenano una reazione aggressiva

Ogni scuola "religiosa" vulcaniana, dal tempo del risveglio in poi, si impegna fortemente non più nell'adorazione di queste divinità , ma nell'insegnare tecniche di controllo del Coro Interno agli adepti.

Il Katra ( L'anima vulcaniana )
Molti Vulcaniani credono che ciascuno sia provvisto dell'anima, chiamata Katra. Essa è l'essenza del singolo individuo e può essere trasmessa prima della morte ai propri familiari (o a un amico che possa conservarla per loro se essi non sono presenti) tramite una fusione mentale.

Esiste un rito antichissimo, il Fal-Tor-Pan, la rifusione, che secondo alcuni può dimostrare l'esistenza del Katra.
Attualmente non è più praticato da millenni; l'unica eccezione è stata per Spock, che prima di morire aveva affidato il Katra ad un suo compagno di viaggio, perché lo riportasse sul pianeta natale. Gli eventi sul pianeta Genesis, però , hanno ricreato un nuovo corpo per il signor Spock e con il Fal-Tor-Pan questo è stato congiunto al suo Katra.

LA FILOSOFIA
La scuola di T'Plana-Hath
Durante gli ultimi anni della guerra fra l'Impero di Jaleyl e Shir-Kahr, T'Plana-Hath era la direttrice della scuola storica di Shir-Kahr. A lei ed ai suoi scritti si devono i primi passi di Surak nel campo della logica. Convinta sostenitrice che la logica e con essa la matematica, la scienza e la retorica, fossero i più elevati obiettivi conseguiti dalla civiltà di Vulcano, pose le basi del pensiero di Surak con il celebre aforisma "la logica è il cemento della nostra civiltà , con la quale ci eleviamo dal caos usando la ragione come nostra guida".

La scuola di Surak
La più antica delle scuole di pensiero logico di Vulcano è anche quella tuttora più seguita e praticata. La scuola di Surak insegna che tutte le emozioni vanno represse e che anche il più piccolo cedimento al Coro Interno è una grande sconfitta. La via di Surak, il Tu-Surak, insegna ai suoi studenti a divorziare completamente dal Pach-Te, l'ego, considerato il più forte di tutti i desideri e la radice di ogni emozione.
La scuola di Surak sostiene che la disciplina necessaria a tacitare il Pach-Te non può in alcun modo essere imposta, ma deve nascere da dentro. Qualsiasi obiettivo degno di essere conseguito deve avere a suo fondamento la pace, sia a livello politico (la lancia nel fianco dell'altro è una lancia nel tuo stesso costato, perché tu sei lui) che a livello razionale (l'unica mente in grado di comprendere è una mente calma). La filosofia di Surak comincia con l'insegnare ai suoi studenti la meditazione profonda: mantra che calmino il tumulto dei pensieri, aneddoti che illustrino gli effetti deleteri del cedere alle emozioni. Insegna che la moralità (ragione priva di emozione) è contraria all'interesse individualistico e che, perciò, il proprio ego deve essere abbandonato per poter procedere sulla via della logica. Diversamente dai dieci comandamenti umani, il Tu-Surak non insegna cosa non fare, ma cosa fare, ovvero perseguire le sei virtù:

  • Coraggio: per proteggere gli altri;
  • Temperanza: per esercitare la volontà;
  • Carità : per condividere ciò che si ha e che non serve;
  • Verità : inestricabilmente legata alla conoscenza del mondo come è e non come si vorrebbe che fosse;
  • Giustizia: per trattare in maniera equilibrata con gli altri;
  • Vergogna: della propria debolezza se non si è capaci di seguire le vie della logica.


La scuola di Jarok
Al pari di Surak e a lui contemporaneo, Jarok era d'accordo con Surak sul principio di controllare le proprie emozioni. Il percorso proposto da Jarok, il Tu-Jarok, non passa però attraverso la soppressione delle emozioni, ma attraverso la loro accettazione ed il loro utilizzo costruttivo. I seguaci del Tu-Jarok, comunque, non percorrevano certo le città di Vulcano ridendo o piangendo in pubblico: poiché il Coro Interno di ogni persona è diverso da quello di chiunque altro, le proprie emozioni vanno affrontate in solitudine nel deserto. A differenza della scuola di Surak, comunque, il Tu-Jarok non prevede una "vergogna" per aver fallito: l'uso costruttivo delle emozioni può sempre essere imparato in seguito. Come il Tu-Surak, anche il Tu-Jarok prevede alcune virtù, ma solo tre in luogo di sei: compassione, che deriva dalla consapevolezza che la sofferenza è universale ed offre risposta alla richiesta di aiuto da parte di chi soffre; temperanza, che però passa attraverso l'accettazione e la comprensione del proprio Coro Interno, invece che attraverso il rifiuto; giustizia, ovvero la consapevolezza di essere solo una parte all'interno di un tutto e che trattare equamente le altri parti del tutto voleva dire trattare equamente se stessi. I dibattiti di Jarok con Surak sono fra i più importanti lavori letterari di Vulcano.

La scuola di Nirak
Nirak era un discepolo di Surak; il Tu-Nirak prova a fondere le differenti scuole di Surak e Jarok, riconoscendo che alcune emozioni (rabbia, gelosia, paura) vanno combattute secondo i principi del Tu-Surak, mentre altre (gioia, curiosita', compassione) vanno abbracciate e accettate secondo i dettami del Tu-Jarok.

La scuola della mente singola
Fondata da T'Mor, una discepola di Surak, questa scuola propugna non la sottomissione delle emozioni alla logica, ma la loro totale eliminazione come chiave per essere passivamente aperti all'universo e, perciò, alla realtà delle cose così come sono.

La scuola del Kolinahr
Fondata da un eremita, Sanshiin, la scuola del Kolinahr propugna un percorso attivo per giungere al completo sradicamento di ogni emozione. Il percorso del Kolinahr viene chiamato t'san-s'at; è la decostruzione degli schemi emotivi, che strato dopo strato libera la mente dell'adepto da emozioni sempre più profonde, fino a giungere alla logica perfetta.

La scuola di Hakihr
Gli adepti di Hakihr usano tecniche mentali per aumentare il controllo sul corpo e impedire così che meccanismi biologici automatici possano innescare risposte emotive. La Tu-Hakihr è considerata una variante del Kolinahr.



USI E COSTUMI



Il saluto Vulcaniano



Di seguito è illustrato il significato di ogni dito nel tipico gesto di saluto vulcaniano accompagnato dalle parole "Tai nasha no karosha" (Live Long And Prosper, Lunga Vita e Prosperità ). Il mignolo rappresenta la filosofia dell'IDIC (Infinite Differenze in Infinite Combinazioni), l'anulare rappresenta la filosofia del Nome (Tutto) che è naturalmente unita alla filosofia dell'IDIC.

Il dito medio, il più lungo, rappresenta la Dottrina della Dominazione della Logica Sulle Emozioni.Il dito indice rappresenta il rispetto vulcaniano per la vita ed accoppiato con la Dominazione della Logica Sulle Emozioni indica che l'esistenza richiede una continua dominazione della Logica sulle Emozioni.Il pollice da solo rappresenta la grande importanza della privacyindividuale.Il fatto di usare questo gesto accompagnato dalla frase rituale significa riconoscere a chi si ha davanti l'assoluta ed inviolabile privacy della mente, il diritto ad essere diverso o anche opposto a chi sta parlando, ed è un invito alla combinazione delle differenze per un vantaggio reciproco con la assicurazione che la logica proteggerà ogni diritto ad una degna esistenza.

RITUALI VULCANIANI



La fusione mentale Vulcaniana

Antico rituale Vulcaniano nel quale due esseri sono connessi telepaticamente permettendo ad ognuno di entrare nella coscienza dell'altro.
Si usa la fusione mentale con un amico o parente anche per rimuovere ricordi traumatici, in tal caso il soggetto rivive il ricordo mentre il familiare, prendendovi parte pur senza avere azione diretta, fa da 'Pyllora', cioe' guida e consigliere per superare il trauma. Si recita la frase 'La sua mente e' la mia mente, i suoi pensieri sono i miei pensieri. Ed ora torniamo a...' e si cita il momento da rivivere.

Presa Vulcaniana
Tecnica Vulcaniana nella quale la precisa pressione delle dita su alcuni centri nervosi alla base del collo provoca una immediata e non violenta perdita di conoscenza. Tale tecnica funziona anche su alcune razze non umane.

Il Kolinahr
Rituale Vulcaniano teso a purificare il soggetto dalle residue emozioni, raggiungendo uno stato di pura esistenza logica.Tale faticoso processo permette di raggiungere un livello di consapevolezza nel quale non si e' piu' toccati dalla confusione, dalla fatica, dal dolore. Il Rituale consiste nel trascorrere nove stagioni vulcanite (2 anni e 8 mesi terrestri) sull'altipiano di Gol dove vivono i Signori di Vulcano, maestri che guidano il candidato e, solo dopo aver affrontato la rigida disciplina del Kolinahr e superato numerose prove si e' ammessi alla presenza di T'sai, la Somma Signora. La domanda rituale e' (nel caso di Spock): "Spock, figlio di Sarek di Vulcano e Amanda di Terra, sei pronto ad aprirci la tua mente?", alla quale si risponde "Sono pronto". A questo punto vi e' una fusione mentale tra T'sai e il candidato e in quella fusione totale la Somma Signora viene a conoscere se vi siano ancora residui di emozioni. Ed e' solo allora che il candidato sa' se ha fallito o ha superato il rituale.


Collana con il pendente di cui possono fregiarsi,
coloro che hanno superato il Kolinahr



Il Koon-ut-kal-if-fee
Matrimonio Vulcaniano, assume anche il significato di duello. Nell'antichita' i Vulcaniani dovevano combattere per avere la propria donna.
Dovrebbe essere solo la formalizzazione di una unione avvenuta nell'infanzia, a opera dei genitori, attraverso un 'contatto' mentale, qualcosa di piu' di un 'fidanzamento' come inteso presso i terrestri.

La donna puo' pero' chiedere il Kal-If-Fee (duello); lei sceglie il proprio 'difensore' e sara' del vincitore. Il Kal-If-Fee si conclude solo con la morte di uno dei due contendenti.
Il Kal-If-Fee e' ormai solo un retaggio del passato e nella logica civilta' vulcaniana non viene mai invocato.


Fal-tor-pan
Antico rituale vulcaniano il fal tor pan (rifusione) non e' stato piu' praticato sino alla richiesta di Sarek mirata a riunificare il katra di Spock posseduto da McCoy con il suo corpo rigenerato su Genesis.

La cerimonia si svolge in un luogo sacro costruito sul Monte Seleya (foto 1) ed e' officiata da una sacerdotessa che fara' da tramite tra i due soggetti.
Essa pone la domanda rituale a chi ha richiesto il fal tor pan 'Cosa vuoi?' e quindi chiede 'Chi e' il possessore del katra?'. Accertatosi che quest'ultimo accetti il fal tor pan la cerimonia ha inizio. I due soggetti sono distesi ai lati della sacerdotessa che pone le mani su di loro, analogamente a quanto si fa per una fusione mentale, successivamente pronuncia alcune parole ed entra in uno stato di profonda trance. Probabilmente i Vulcaniani intorno avvertono telepaticamente quanto sta' avvenendo.

Dopo un tempo imprecisato la rifusione e' avvenuta e i due soggetti sono nuovamente in piedi. Per il ricevente occorrera' pero' un lungo periodo di riabilitazione mentale prima che possa nuovamente riacquisire la sua personalita'.

Il matrimonio
Sin dall'antichità , nella società vulcaniana i matrimoni sono combinati dalle famiglie.Nel passato erano usati per rafforzare alleanze e per il consolidamento del potere.

Tuttora i matrimoni vengono decisi, in maniera logica, dalle famiglie, quando ancora i due sposi sono bambini. All' eta di 7 anni essi vengono legati telepaticamente attraverso un "contatto" mentale: non è ancora un matrimonio, ma è più di un fidanzamento.

I due sposi possono ripudiare la scelta dei genitori al momento del matrimonio, il koon-ut, invocando il kal-if-fee, il duello.
Colui che ripudia deve scegliere un campione che combatterà con il promesso sposo un duello all'ultimo sangue. Il kal-if-fee in epoca moderna non è quasi più praticato.

Rito del keethara
Utilizzato per concentrare i pensieri e raffinare il controllo mentale, consiste nella realizzazione di una piccola costruzione chiamata 'KEETHARA' che vuol dire 'edificio dell' armonia'. Tale lavoro richiede moltissimo autocontrollo e acutezza nella percezione spaziale. La forma finale non e' predefinita ma riflette il pensiero di chi lo edifica. La realizzazione del KEETHARA e' effettuata ad occhi chiusi e ripetendo il mantra "Struttura. Logica. Funzione. Controllo. Una Struttura non puo' reggersi senza fondamenta. La Logica e' il fondamento della Funzione. La Funzione e' l'essenza del Controllo. Io possiedo il controllo. Io possiedo il controllo."


Blocchi del Keethara


Kahs-wan
Il kahs-wan, o prova di maturità Vulcaniana, è un test tradizionale di sopravvivenza per i Vulcaniani che si trovano in età pre-adolescenziale. La prova del kahs-wan è di sopravvivere per dieci giorni senza cibo, acqua, o armi nella Fornace di Vulcano. Le origini del kahs-wan si rifanno ai tempi antichi in cui i Vulcaniani erano un popolo guerriero. Quando i Vulcaniani abbracciarono la logica, decisero che dovevano tenere le prove di coraggio e forza per fare in modo che la logica pura non li rendesse deboli ed indifesi.
Per un Vulcaniano, fallire il kahs-wan una volta non è considerato un disonore.

PIATTI E BEVANDE TIPICHE



La cucina
I Vulcaniani sono dotati di un senso del gusto molto sviluppato. Per questo motivo la loro cucina è giudicata insipida dagli altri popoli. Questa loro capacità li spinge a un utilizzo molto discreto di spezie e condimenti; i cuochi cercano di esaltare la naturalezza del sapore del cibo ed evitano i contrasti con gusti forti. Su Vulcano la preparazione e la consumazione del cibo sono momenti molto particolari ed estremamente importanti che assumono connotazioni rituali.

I Vulcaniani praticano il loro stretto regime vegetariano anche quando sono ospiti di altri mondi. Alcuni cibi extraplanetari sono per loro piuttosto indigesti: ciò succede soprattutto per quelle cucine che fanno largo uso di spezie e sono improntate ai sapori forti, come, per esempio, la cucina klingon.
Nonostante la marcata caratterizzazione della cucina del pianeta, alcune pietanze vulcaniane sono note in tutta la Federazione. Tra i cibi di antica tradizione, ormai apprezzati solo dai visitatori del pianeta, ricordiamo i molluschi del Mare Minore, che sono considerati una vera squisitezza (specialmente se saltati con il burro rambhaliano). Questi, però, vengono pescati in quantità limitata da leggi severe, vista la forte volontà di preservare l'ambiente e il patrimonio naturale.

Altra pietanza molto nota è la zuppa ploomek, la cui ricetta varia da regione a regione. Talvolta viene servita accompagnata da fette di kreyla, il pane vulcaniano, fatto con la farina di tikh, il cereale locale.

Fra le bevande, molto noto è il caffè, di un colore verde scuro, che si ricava dalle bacche di g'teth. Altrettanto famoso è il porto vulcaniano, simile al brandy terrestre, ma con un gusto più fruttato; questo viene lasciato riposare per 50 anni.

Il tè tipico viene fatto per infusione con le foglie di thenis: i Vulcaniani sono quasi insensibili agli effetti della teina presente in quello terrestre o di altri pianeti.


ZUPPA DI PLOOMEK

Descrizione
Si tratta di una zuppa vegetale, con moltissime varianti regionali, di norma molto proteica grazie alla presenza dei legumi ed energetica grazie ai carboidrati forniti dai tuberi. Le due principali varianti sono verde (la ricetta seguente) e arancione (sostituendo i nodi di sh'rr con i rigonfiamenti radicali del kasa). Il procedimento, piuttosto semplice, è adattabile ad un gran numero di ingredienti (rispettando i tempi di cottura di ciascun vegetale).


STRISCIOLINE DI KASA IN SALSA

Descrizione
Come molti piatti della cucina vulcaniana, questa portata di verdure ha un sapore delicato e fragrante al tempo stesso: si presenta come una serie di striscioline arancioni, ricoperte da una salsa soffice e nutriente, che in molte zone del pianeta seguono o accompagnano i piatti di legumi. Non avendo equivalenti specifici nelle altre cucine, il kasa è sostituibile in vari modi: gli ingredienti alternativi qui indicati danno come risultato un piatto di colore verde e giallo oro.

Molluschi Vulcaniani
Raffinata pietanza, ottimi sopratutto se saltati in burro Rhomboliano, quelli giganti sono ormai introvabili su Vulcano.

Porto Vulcaniano
Forte bevanda 'alcolica' di colore verdastro, nel corso di una cena Vulcaniana

Te Vulcaniano
Infusione di erbe Vulcaniane;

Vulcan Mocha
Simile al caffe' terrestre


Fonte: http://www.senatodellerazze.org/vulcan/fondazione/vulcanopedia
http://www.seleya.it/1280/09_vulcan/vulcan1.html
Tratto da: Star Fleet Medical Reference Manual di Eileen Palestine - edito da Ballantine Books
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