Sez. Ingegneria e Operazioni

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La sezione Ingegneria ed Operazioni

« Conosco gli ingegneri. Adorano rivoltare le cose. »
Comandante Leonard McCoy, 2275

alt A bordo di qualsiasi nave o stazione spaziale della Flotta Stellare la SEZIONE INGEGNERIA ED OPERAZIONI (che comprende principalmente il personale ingegneristico) si occupa del controllo e del mantenimento dei sistemi, oltre a farsi carico di tutte le necessità logistiche. Funzionalità ed efficienza presuppongono un intenso lavoro “sul campo”, fra cui la manutenzione e/o il miglioramento delle performance del nucleo di curvatura, del database, di processori e circuiti del computer, emettitori olografici, raggi traenti, componenti del teletrasporto, attrezzatura di osservazione (quale sensori, sonde e satelliti), sistemi d’arma, deflettori, integrità dello scafo, supporto vitale, scudi e sistemi di difesa collaterali - oltre ad un gran numero di altre parti cruciali per la sopravvivenza del vascello o della starbase.

Per far fronte alla quantità di mansioni diverse la catena di comando è decentralizzata, con più dipartimenti* e squadre che operano indipendentemente, secondo conoscenze specifiche e disponibilità; la coordinazione è affidata all’INGEGNERE CAPO (o CEO, Chief Engineering Officer), a cui si riferiscono i responsabili dipartimentali. Il CEO può essere coadiuvato da un VICE INGEGNERE CAPO (DCEO, Deputy Chief Engineering Officer) e da un CAPO DELLE OPERAZIONI (COO, Chief Operation Officer) - a quest’ultimo viene affidato il controllo della distribuzione energetica e della rete dati della nave, compito che assolve dalla postazione OPS (operations) ubicata in plancia. Nell’organigramma delle stazioni spaziali il ruolo del COO tende sempre a coincidere con quello del CEO, che adempie personalmente ad entrambe le funzioni. Il fulcro di tutte le attività di sezione è invece la SALA MACCHINE (sede del reattore materia/antimateria), da cui si eseguono le diagnostiche di routine su tutti i sistemi e da dove ogni funzione è scrupolosamente monitorata.

I dipartimenti possono assumere molteplici denominazioni, a seconda delle esigenze del vascello o della starbase di appartenenza; fra di essi spiccano MANUTENZIONE, LOGISTICA, INFORMATICA, PROPULSIONE (chiamato ENERGIA sulle stazioni federali) - sempre presenti, al pari del dipartimento intersezionale UFFICIALI IN COMANDO. Altri come RICERCA E SVILUPPO, SISTEMI MILITARI ed INGEGNERIA CIVILE sono invece puramente situazionali e la loro presenza a bordo non è automatica. La gerarchia interna risponde esclusivamente a criteri di opportunità, per cui la coesistenza di più referenti (anche non parigrado) non è meno idonea di un solo responsabile incaricato di coordinare gli sforzi di tutti i colleghi.

Ufficiali, sottufficiali e marinai di sezione (contraddistinti dall’uniforme di colore GIALLO) possiedono competenze sia in senso tecnico che operativo, spesso padroneggiando almeno uno degli aspetti della tecnologia in uso federale - unico requisito per fare carriera all’interno del dipartimento di appartenenza. Fin dai gradi più bassi, tuttavia, si rende necessaria una discreta familiarità con l’equipaggiamento in dotazione a ciascun effettivo: il KIT INGEGNERISTICO STANDARD, per cominciare, è il compagno ideale di ogni tecnico. La strumentazione contenuta nel kit è sufficiente per la manutenzione ordinaria e la riparazione della maggior parte delle avarie, dopo averne isolato le cause lanciando una diagnostica dalla postazione più vicina o dal proprio SCANNER INGEGNERISTICO.

Come accennato gli incarichi del personale della SEZIONE OPERAZIONI non si esauriscono con il mantenimento dei sistemi di bordo - e neppure con la progettazione di nuove e migliorate componenti tecnologiche. Il loro ruolo può assumere infatti connotati operativi, sia per quanto riguarda la logistica (approvvigionamento e gestione delle risorse) sia per la presenza ingegneristica in plancia (attraverso le console ING e OPS) o persino a supporto delle squadre operative in missione sulla superficie (interfacciandosi dalla MISSION OPS).

La Console ing

Le postazioni concepite per il personale ingegneristico si differenziano dai terminali standard solamente per la configurazione dell’interfaccia LCARS, che consente - effettuato il login mediante sensori di RICONOSCIMENTO BIOMETRICO, attivati al primo tocco sul visore - un più rapido accesso alle impostazioni dei vari sistemi ed alle utilità di diagnostica. Tuttavia esistono alcune console particolari, che svolgono un ruolo preciso (soprattutto nell’economia della plancia) o che hanno caratteristiche uniche, tali da renderle uno strumento indispensabile nella gestione e nel mantenimento del vascello o della starbase. Di seguito una lista delle più importanti fra quelle installate dalla Flotta Stellare:

Master Systems Display e Table

Sempre presente in sala macchine, l’MSD (master systems display, identico a quello ospitato in plancia) consente una panoramica totale sull’operatività di bordo, rappresentata da schemi e diagrammi proiettati sullo schermo a parete. Per sfruttarne appieno le possibilità si è deciso di affiancargli un’altra console, che prende il nome di TABLE in virtù della posizione orizzontale del suo ampio visore: equipaggiata con processori multipli, supporta fino a quattro operatori diversi, mentre i proiettori olografici integrati possono offrire in tempo reale un rendering dei componenti su cui si sta lavorando. Quest’ultimo è anche il terminale da cui opera consuetamente il CEO, soprattutto se la situazione richiede analisi dinamiche ed il controllo simultaneo di tutti i sistemi sotto la responsabilità della SEZIONE OPERAZIONI.

Engineering Staton

La meno inusuale delle postazioni ingegneristiche della plancia è la ENG (engineering station); da questo terminale opera consuetamente il CEO (o chi ne fa le veci) nel caso in cui decida di assentarsi dalla sala macchine. Rappresenta a tutti gli effetti un filo diretto con il cuore delle attività sezionali, permettendo di rilevare la maggior parte delle funzioni di supervisione e coordinamento. L’utilità della console diventa evidente in situazioni di particolare concitazione, quando pochi istanti possono fare le differenza: l’INGEGNERE CAPO impegnato attivamente nelle manovre potrà tradurre più efficacemente le necessità della nave in ordini, da comunicare al personale di sezione già allertato.

Operations Station

La console OPS (operations station), benché gerarchicamente subordinata alla ENG, si inserisce nel contesto delle postazioni di plancia con una funzione ben precisa: il suo ambito è quello della gestione delle risorse operative, in primo luogo l’energia, attenendosi ai protocolli di Flotta che stabiliscono le priorità in condizioni d’emergenza (si veda GESTIONE DELL’ENERGIA). Se ripartire l’ENERGIA AUSILIARIA non è sufficiente, la OPS ha infatti facoltà di drenare i sistemi non essenziali a beneficio di quelli sottoposti a particolare stress (generalmente scudi ed integrità strutturale). Ha inoltre il compito di regolare l’uso, stabilendo le precedenze fra le query, dei sistemi sensorii e di comunicazione - cui offre anche assistenza tecnica in caso di ricalibratura, pulizia del segnale o analisi dei messaggi in entrata. In mancanza del COO (che, per definizione, è la figura assegnata alla OPS) possono sostituirlo tutti gli ufficiali e sottufficiali di sezione, purché abilitati al servizio in plancia.

Mission Operations Station

La terza postazione ingegneristica installata in plancia è la MISSION OPS (mission operations station): durante le manovre affianca il terminale OPS quale assistente incaricato di monitorare la ripartizione delle risorse operative, assecondando i protocolli di Flotta e le decisioni del COO (o chi ne fa le veci) - a tal proposito vaglierà tutte le evenienze non riconducibili ai parametri standard, occupandosi personalmente dell’insorgenza di eventuali conflitti secondari, laddove le procedure automatizzate non risultino adeguatamente efficaci. La console, tuttavia, assume particolare importanza qualora vi siano SQUADRE DI SBARCO impegnate in missione: in questo caso l’operatore assegnato alla MISSION OPS agirà come referente del team, controllando la telemetrie, raccogliendo i dati registrati dai TRICORDER e provvedendo a qualsiasi necessità con i sistemi di bordo della nave.

Auxiliary Station

Nel caso in cui ENG, OPS e MISSION OPS risultino per qualsiasi ragione inutilizzabili o compromesse, il personale ingegneristico di servizio in plancia potrà avvalersi di uno dei terminali ausiliari (il cui numero dipende dalla classe del vascello). Le postazioni AUX (auxiliary station) sono sostitutivi duttili, sebbene non all’altezza delle console specializzate; hanno tutte le funzionalità standard ma, effettuando il login mediante RICONOSCIMENTO BIOMETRICO, l’interfaccia operativa LCARS provvederà a riorganizzarsi all’istante, offrendo all’utente della SEZIONE OPERAZIONI tutte le opzioni riconducibili alla sua specializzazione.

Diagnostiche e Manutenzione

Autodiagnostica e accesso

I sistemi si autodiagnosticano all’accensione grazie a un circuito computazionale autonomo. L’evoluzione dei sistemi bioneurali consente alta potenza anche in minicluster localizzati. Non esistono più tipologie di diagnostica, un malfunzionamento viene riportato e sarà cura dell'operatore verificare l'esattezza di quanto riportato dalla diagnostica.

L'accesso a console e luoghi ad accesso ristretto, fino a livello seclar 4, viene verificato attraverso impronta digitale e codice di autorizzazione scritto oppure tramite codice di autorizzazione vocale. Dal Seclar 5 in su, compresi i medici, l'autenticazione avviene tramite scansione delle vene del palmo della mano (in caso di protesi a entrambe le mani tramite riconoscimento retinico e facciale) più codice di autorizzazione vocale.

Smart Maintanance

Ogni vascello o base ha la possibilità di riprodurre, in una saletta olografica ingegnerista, i propri schematici tecnici per simulare procedure per riparazioni critiche o potenzialmente fatali. Una unità di calcolo autonoma procede alle simulazioni e a poter registrare la corretta procedura di esecuzione. Un visore di realtà aumentata derivato dall'UVT viene fornito al personale ingegneristico, che include un comunicatore interno alla squadra e può proiettare sul visore in tempo reale le analisi (I.e. termiche o strutturali) per una migliore comprensione della problematica. E’ una tecnologia derivata da quella delle squadre speciali di sbarco.

Il kit ingegneristico standard

Il kit è un formidabile prontuario di soluzioni tecniche per l’ingegnere che si accinga ad effettuare riparazioni o manutenzione a bordo di navi e stazioni spaziali: consiste in dieci strumenti essenziali, sempre aggiornati all’ultimo modello disponibile, più una serie di CHIP OTTICI ISOLINEARI (per tutte le necessità di tipo informatico) ed un paio di GUANTI ISOLANTI (indispensabili per maneggiare materiale pericoloso o organico). L’attrezzatura è ordinata in una pratica valigetta munita di tracolla, con rivestimento interno imbottito ed esterno in duranio microfresato (come il case dei PADD), così da minimizzare il rischio di danneggiamenti accidentali durante il trasporto. Benché ne venga distribuito uno personale ad ogni membro della SEZIONE OPERAZIONI è sempre possibile reperirne uno standard dagli armadi dislocati su tutti i ponti e nei pressi delle zone sensibili.

Microsaldatore

FUNZIONI
Saldare o dissaldare oggetti e parti meccaniche.
CARATTERISTICHE
Strumento bitubolare a forma di pistola con punta per la saldatura.

Giravite sonico

FUNZIONI
Rimuovere viti, bulloni e blocchi magnetici oppure riattivarli.
CARATTERISTICHE
Strumento tubolare di forma allungata.

Connettitore di impulso

FUNZIONI
Connettere o disconnettere (invertendone la polarità) una connessione, agendo a livello molecolare.
CARATTERISTICHE
Strumento tubolare di forma allungata con emettitore di colore rosso ad un’estremità.

Demotivatore

FUNZIONI
Connettere o disconnettere una connessione, agendo a livello logico.
CARATTERISTICHE
Strumento di forma rettangolare, con apposito selezionatore della modalità e una piastra frontale per l’utilizzo.

Regolatore di flusso

FUNZIONI
Regolare il flusso di dati di una connessione ODN. Il settaggio zero è in grado di eliminare i dati di un chip isolineare.
CARATTERISTICHE
Strumento di forma cilindrica con esterno traslucido, lunghezza 5 cm.

Torcia al plasma

FUNZIONE
Eseguire operazioni di taglio di paratie o componenti danneggiate; viene utilizzata soprattutto in condizioni di emergenza.
CARATTERISTICHE
Strumento di forma tubolare con ugello per il plasma all’estremità.

Torcia bipolare

FUNZIONE
Eseguire operazioni di taglio di materiali estremamente resistenti (come il toranium) o refrattari al plasma.
CARATTERISTICHE
Strumento di forma allungata con impugnatura e beccuccio di taglio inclinato.

Scanner ingegneristico

FUNZIONE
Eseguire diversi tipo di diagnostiche e analisi.
CARATTERISTICHE
Strumento di forma rettangolare allungata, estremità più larga per ospitare lo schermo visore. Non dissimile da un TRICORDER.

Serie di iperchiavi

FUNZIONE
Eseguire la corretta calibrazione dei sistemi.
CARATTERISTICHE
Strumenti di forma allungata con estremità esagonale. Diverse grandezze.

Registratore di chip isolineari

FUNZIONE
Programmare un chip isolineare nuovo o sovrascriverne il contenuto, operando a distanza ravvicinata.
CARATTERISTICHE
Composto da impugnatura, un alloggiamento per chip di backup e uno schermo con cui interfacciarsi al computer della nave.

Guanti isolanti

CARATTERISTICHE
Realizzati in materiale composito; garantiscono isolamento elettrico, resistenza alle temperature, agli acidi e una protezione meccanica superiore.

Serie di chip isolineari

ALPHA-1 [BIANCO]
dati di controllo sistemi
ALPHA-2 [BIANCO-NERO]
dati di controllo sistemi [Ridondanza/Backup]
BETA-1 [ROSSO]
archivio, memoria e procedure
BETA-2 [ROSSO-NERO]
archivio, memoria e procedure [Ridondanza/Backup]
GAMMA-1 [BLU]
sistemi di sicurezza e protezione
GAMMA-2 [BLU-NERO]
sistemi di sicurezza e protezione [Ridondanza/Backup]
DELTA-1 [VERDE]
gestione di interscambio dati tra sistemi
DELTA-2 [VERDE-NERO]
gestione di interscambio dati tra sistemi [Ridondanza/Backup]
EPSILON-1 [GIALLO]
dati di backup
EPSILON-2 [GIALLO-NERO]
dati di backup [Ridondanza]

Gestione dell'energia

Garantire in ogni momento che i sistemi di bordo ricevano un congruo apporto energetico attraverso i condotti EPS è una delle mansioni più importanti cui è chiamato il personale ingegneristico, ma diventa fondamentale durante le situazioni d’emergenza, quando le risorse devono essere amministrate onde evitare qualsiasi spreco.

A bordo dei vascelli della Flotta è sempre l’addetto alla console OPS ad occuparsi della gestione operativa, mentre sulle stazioni spaziali provvedono i tecnici di turno in sala macchine - la ripartizione dell’energia è, infatti, un processo non totalmente automatizzabile: richiede valutazioni in tempo reale che riflettano la situazione in cui si trova l’equipaggio, ampliando le linee guida protocollari proprie delle condizioni di allarme. Per conoscere invece nel dettaglio le procedure speciali e le procedure specifiche attuabili in presenza di ogni singola condizione, è possibile consultare la Circolare SFC.5/ING.12/NX.2

Condizione Verde

È il regime che riflette le normali condizioni operative a bordo di navi e stazioni della Flotta, in assenza di fattori che possano rappresentare un pericolo per l’equipaggio. I protocolli prevedono un organico minimo per la plancia, l’energia può essere attinta liberamente da tutti i sistemi, con minima necessità di gestione da parte ingegneristica.

Condizione Gialla

Può indicare sia uno stato di preallarme, sia una situazione di pericolo non immediato per l’equipaggio; tutte le postazioni della plancia entrano autonomamente in modalità di controllo completo, mentre vengono avviate diagnostiche su tutti i sistemi. È la prima condizione in cui l’addetto alla console OPS è chiamato a svolgere un ruolo interamente operativo, affiancando le procedure computerizzate nel processo decisionale.

In conformità ai protocolli tutte le attività che possono interferire con la piena efficienza strategica dell'unità sono sospese. Il nucleo di curvatura, se offline, viene attivato al 20% della potenza nominale. Un reattore a fusione di backup viene messo a disposizione dei motori ad impulso, pronto per ogni evenienza. Tutti i sistemi difensivi sono attivati

Condizione Rossa

Lo stato di Allarme Rosso evidenzia una situazione di emergenza critica ed immediata per l'incolumità dell’equipaggio o dell'unità. Rientrano in questa definizione tutti i contesti di combattimento, a prescindere dai rapporti di forza. Nella suddetta condizione l’addetto alla console OPS avrà il massimo grado di libertà nell’interpretare il bilancio energetico di bordo. E' prassi attingere energia dai sistemi ausiliari e non essenziali, per ridirezionarla verso quelli sottoposti a particolare stress.

Anche l’uso dei sensori e delle comunicazioni viene limitato alle operazioni primarie. All’attivazione dell’allarme rosso il nucleo di curvatura viene portato al 75% della potenza nominale, ed ogni reattore a fusione di riserva è attivato e reso disponibile all’uso dei sistemi tattici.

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