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« Procedure di Logistica e Gestione delle Stive »

Circolare Interna SFC.1/ING.6132/L.B1

La parola “logistica” viene ampiamente usata con significato molto ampio sia in ambito militare che in ambito industriale. Il primo passo della nostra analisi si pone di raccogliere tutte le varie definizioni di logistica che sono state elaborate negli anni al fine, poi, di provare a dare una definizione che possa inglobare tutte le varie sfumature. Possiamo definire la logistica come:

  1. la distribuzione fisica relativa al trasferimento e alla movimentazione dei beni dal punto della loro produzione al luogo del loro consumo o utilizzo;
  2. l’acquisizione, la manutenzione e il trasporto di materiali, servizi e personale militare
  3. la scienza di pianificare ed eseguire il movimento e la manutenzione delle forze. Nel senso più completo,la Logistica si riferisce a quegli aspetti delle operazioni militari relativi a:
    • progetto e sviluppo, acquisto, stoccaggio, movimento, distribuzione, manutenzione, evacuazione e distribuzione dei mezzi;
    • movimenti,evacuazione e ospitalizzazione del personale;
    • acquisizione e costruzione delle infrastrutture,manutenzione,gestione edistribuzione;
    • acquisizione e fornitura dei servizi.

In ambito prettamente militare, la logistica comprende anche lo studio dei processi necessari al mantenimento e alla manutenzione in operatività di un vascello, una struttura o perfino un corpo celeste, che ospiti o meno la vita.

Le linee guida logistiche della Flotta Stellare vengono dettate dall’Ufficio di Supporto Logistico, sito presso il Quartier Generale della Flotta su SOL III; l’ufficio, triennalmente, emette il Documento di Riferimento, contenente tutte le indicazioni e gli standard necessari agli addetti alla logistica di unità federali, mentre per quanto riguarda installazioni più grandi (pianeti, lune) il documento viene redatto dal governo planetario, con la consulenza eventuale dell’ufficio locale della Flotta Stellare. Per quanto riguarda il presente corso, l’attenzione verrà posta alla logistica applicata ai vascelli in forza alla Flotta Stellare.

Scorte e Rifornimento

I vascelli hanno numerose necessità che, se il dipartimento di logistica compie un lavoro efficiente, non vengono quasi mai percepite dal resto dell’equipaggio. Molte scorte o componenti non possono essere replicati, spesso per la loro natura intrinseca (cristalli di dilitio, liquido refrigerante del nucleo di curvatura), altre volte per la complessità della loro struttura (gel bioneurale) e infine a volte per la complessità della loro composizione molecolare (medicinali), che richiederebbe una matrice di replicazione troppo grande.

Per mantenere il consumo di memoria entro limiti accettabili, intatti, il processo di replicazione, infatti, non può mai essere preciso alla perfezione e in tutti i casi citati un errore anche dello 0,01% potrebbe avere conseguenze disastrose (si pensi ad un medicinale non perfettamente composto o a cristalli di dilitio che abbiano una conducibilità inferiore allo standard). Questa considerazione introduce quindi il concetto di rifornimento nella gestione di un vascello della Flotta. La stessa protomateria utilizzata per il processo di replicazione viene cambiata e ripristinata ad ogni scalo, così come le scorte necessarie di acqua e cibo (razioni di emergenza): per quanto sia possibile replicare entrambi, il consumo giornaliero di acqua da parte dell’equipaggio di un vascello esaurirebbe in breve tempo la scorta di protomateria di bordo. I vascelli hanno quindi una scorta di acqua (che da standard è fissata in 40 litri a persona) e un sistema di riciclaggio della stessa che permette di recuperarne almeno il 97%.

Le scorte di cibo sono altrettanto fondamentali: un problema alla matrice di replicazione di bordo potrebbe lasciare un vascello privo di scorte alimentari e proprio in previsione di eventi simili (tutt’altro che rari, in verità) l’Ufficio di Supporto Logistico prevede la presenza a bordo di razioni per 10 giorni per ciascun membro di equipaggio (limite che è stato innalzato dai precedenti 5 giorni dopo gli eventi occorsi alla U.S.S. Voyager nel quadrante Delta); tali scorte, come quelle idriche, sono sufficienti a dare il tempo all’equipaggio di trovare fonti alternative di approvigionamento; la loro durata può naturalmente essere incrementata con politiche di razionamento.

Procedure e Gestione

Il Dipartimento di Logistica di bordo si occupa di tutte le operazioni di routine riguardanti il rifornimento di bordo, ad ogni scalo. I CAPI SEZIONE (o loro preposti) segnalano all’attracco le necessità di sezione per i materiali non replicabili e per le dotazioni necessarie, in modo da tenere una scorta costante adeguata alle proprie esigenze.

A partire da queste richieste e dal rifornimento sopra descritto viene stilato il documento di carico, che passa per l’approvazione del Primo Ufficiale: una volta approvato il documento di carico, il dipartimento di Logistica, coadiuvato dalle sezioni ingegneristiche di vascello e struttura ospitante, si occupa del carico. Ogni 3 o 5 anni, i vascelli vengono sottoposti ad aggiornamenti tecnici completi: i sistemi interni della nave, laddove siano obsoleti, vengono sostituiti con i nuovi prodotti; la serie di upgrade non prevede lo smantellamento di alcuna parte della nave, limitandosi all’aggiornamento dei sistemi interni.

Ogni 7 o 10 anni (o in corrispondenza di grandi avanzamenti tecnologici) i vascelli vengono sottoposti a refit, ovvero all’aggiornamento dei sistemi principali laddove obsoleti, spesso arrivando allo smantellamento di intere sezioni del vascello.

Immagazinamento e Conservazione

Uno degli altri compiti fondamentali di un logista è quello di provvedere all’immagazzinamento ed alla conservazione di scorte e carichi. Per lo stoccassio si tendono ad utilizzare casse in materiale polimerico, di dimensione standardizzate, etichettate in modo consono alla funzione. La classificazione del materiale immagazzinato può essere integrata da apposite disposizioni degli ufficiali in comando, ed è basata sulle seguenti specifiche:

Ogni cassa è provvista di un'etichetta che ne definisce la destinazione:

Specifiche indicazioni circa il contenuto possono essere veicolate con l'aggiunta di strisce oblique sopra il colore:

*(Il contenitore è provvisto di blocchi magnetici di sicurezza)

A fianco dell'etichetta è sempre presente un talloncino indicante le INFORMAZIONI DEL CONTENUTO

Alcuni esempi:

In aggiunta, per quei contenitori oggetto di transito fra unità diverse, è sempre applicata l'ETICHETTA DI TRANSITO:

Per i materiali deperibili o pericolosi (esplosivi, sostanze volatili dannose) si preferisce in genere adibire intere sezioni di una stiva allo stoccaggio, più o meno compartimentalizzato (eventualmente anche a mezzo campo di forza), in modo da poter preservare l’integrità del contenuto e allo stesso tempo garantire la sicurezza del vascello. Non è inoltre insolito l’impiego di inibitori del teletrasporto nelle zone in cui vengano immagazzinati prodotti o oggetti di particolare importanza o ad elevata pericolosità. Compito del Dipartimento di Logistica di bordo è anche quello di predisporre contenitori ed aree per la raccolta e la conservazione di campioni o reperti, secondo le esigenze delle varie sezioni: spesso per questo vengono utilizzate le scatole di stasi, di cui da regolamento ogni vascello trasporta almeno 40 esemplari e che vengono cambiate dopo ogni utilizzo. E' fondamentale, per il logista, gestire al meglio le zone di transito delle stive, assicurandosi una corretta gestione dei compartimenti.

Gestione delle Richieste

Il logista, inoltre, mantiene un inventario aggiornato, e gestisce le richieste (eventualmente concorrenti) di forniture delle varie sezioni. In caso di richieste che entrino in conflitto con le disponibilità della stiva, è il logista a decidere quale richiesta deve essere evasa per prima.

First Come First Served
Il primo che arriva viene servito per primo. E' in genere logico e razionale utilizzare il metodo FCFS nel flusso logistico, in quanto le prime merci o materie prime arrivate dovranno essere le prime ad essere consumate, per evitarne l'obsolescenza, o addirittura la scadenza (per le merci deperibili).
Service In Random Order
Servizio in ordine casuale. Permette una gestione meno difficoltosa della coda. Funziona bene qualora lo scarto temporale fra le richieste sia minimo.
Priority System
Viene evasa prima la richiesta che ha priorità maggiore. La definizione di priorità può cambiare (es: il grado di chi richiede la fornitura, le necessità che sottendono la richiesta etc...)

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