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« Sui Reattori di Manovra »

Lectio Brevis di Maggio 2396

Presentata del Tenente Comandante Ben J. Dijkstra, SFA, 2396

I reattori di manovra costituiscono il sistema di propulsione a bassa potenza che viene utilizzato per le manovre di precisione a bassa velocità e per il controllo di assetto durante il volo a velocità di impulso; sono l’unico sistema di propulsione a bordo di una nave stellare che si basa sulla espulsione di materia - nello specifico di deuterio gassoso - per fornire una spinta. Ogni reattore di manovra è costituito in realtà da più elementi, riuniti in unità operative disposte lungo il bordo della sezione a disco, all’estremità anteriore e posteriore dello scafo secondario e delle gondole di curvatura; quando sia necessario eseguire una manovra, per esempio una virata verso destra, vengono attivati i gruppi di reattori di destra a poppa e di sinistra a prua: in base al normale principio di azione e reazione la nave inizia a quel punto a virare. La velocità di virata dipende ovviamente sia dalla massa della nave che dalla potenza specifica dei reattori installati. Usando impulsi a bassa potenza e facendosi aiutare da raggi traenti integrati nei reattori di manovra un vascello utilizza questa propulsione per mantenere una posizione fissa o per ormeggiare in un bacino spaziale.

Ogni reattore di manovra è composto da tre parti: gli emettitori di flusso vettorizzato, gli emettitori di raggio traente e i serbatoi di deuterio. I serbatoi, normalmente sei per ogni reattore (anche se su vascelli di minori dimensioni sono, per problemi di spazio, installate configurazioni a quattro elementi) contengono il deuterio che viene indirizzato agli emettitori vettorizzati. Ogni serbatoio è collegato a monte al serbatoio (o ai serbatoi) principali del deuterio tramite apposite tubazioni coibentate, mentre a valle è collegato al vaporizzatore che trasforma il deuterio semisolido in vapore ad alta pressione.

A valle del vaporizzatore si trova una valvola di controllo della pressione, ad apertura unidirezionale, che permette il passaggio del gas solo oltre un certo valore di pressione: questo serve ad impedire che eventuali residui possano fuoriuscire in maniera accidentale dagli emettitori e spostare la nave dalla sua posizione, il che - specie se la nave è ormeggiata e collegata fisicamente alle strutture di un bacino - potrebbe causare gravi danni strutturali. Il vapore in pressione raggiunge quindi gli emettitori vettorizzati, normalmente un gruppo di quattro elementi; questi emettitori altro non sono che ugelli di scarico con alette orientabili per direzione il flusso di gas. Nella giunzione fra gli elementi sono installati microemettitori di raggi traenti, che aiutano a ormeggiare il vascello e a mantenerne la posizione rispetto alle strutture di un bacino.

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