Sez. Ingegneria e Operazioni

Torna Indietro

Tecnologie Applicate

Il Turboascensore

Situato a bordo della maggior parte dei vascelli e starbase federali, il TURBOLIFT (o turboascensore) permette il trasporto orizzontale e verticale del personale attraverso appositi "pozzi" tra le varie sezioni della struttura. Intorno al 2270, l'interfaccia di controllo tattile è stata integrata dal sistema di comando vocale. La rete di tubi in cui le cabine corrono permette l'attraversamento rapido dell'intera struttura.

Molti TURBOLIFT sono costituiti da una struttura in lega di duranio leggero che sostiene una cabina cilindrica costituita da piastre di schiuma di duranio. Tre motori lineari ad induzione montati longitudinalmente lungo l'esterno della cabina forniscono la forza motrice. I motori sono alimentati da dotti elettromagnetici situati lungo ciascun pozzo e permettono accelerazioni pari a 10 metri al secondo quadrato. Per controbilanciare l'accelerazione, uno smorzatore inerziale viene installato alla base della cabina per garantire il comfort del personale, eliminando gli effetti dell'accelerazione. In alcuni casi una pianta della nave o della stazione spaziale viene mostrata sul retro della cabina, fornendo assistenza in caso di malfunzionamento del computer. I TURBOLIFT possono essere inoltre sigillati in caso di breccia nella sicurezza, bloccando così l'accesso alle aree critiche della struttura, come ad esempio il ponte di comando.

Le navi di classe NX dell'era prefederale richiedevano la pressione di un bottone per specificare il ponte da raggiungere. Nelle classi Constitution veniva utilizzata una maniglia, in seguito affiancata al comando vocale. I successivi refit hanno eliminato completamente l'interfaccia analogica permettendo ai passeggeri di utilizzare esclusivamente i comandi vocali. È comunque sempre presente un pannello di gestione manuale, in caso di bisogno. Alla ricezione del comando vocale, la rete viene interrogata per il calcolo del percorso ottimale per raggiungere la destinazione. Il calcolo tiene naturalmente conto di eventuali altri turbolift contemporaneamente in funzione, eliminando dalla rete di percorsi quelli eventualmente impegnati. I recettori audio inoltre effettuano scansioni di identificazione vocale, permettendo l'accesso alle aree vitali solo al personale autorizzato. Dal 23 secolo, i turbolift comprendono anche un sistema di comunicazione per garantire i contatti con le varie sezioni della nave anche in assenza di un combadge.

Mentre la maggior parte dei turbolift rimane chiusa quando non in uso, alcuni mantengono aperte le porte nello stile degli ascensori della prima metà del XX secolo. I Cardassiani costruirono un turbolift di questo tipo su Terok Nor, che venne utilizzato poi dalla federazione quando la base fu ribattezzata Deep Space Nine. Sulle strutture che adottano turbolift "a porte chiuse", queste saranno inattive in situazioni di scarsa potenza energetica o in assenza della stessa. Nelle navi di classe Galaxy, i TURBOLIFT sono controllati da un apposito software e una media di dieci cabine sono in servizio in ogni momento. Periodi di picco della richiesta causano l'impiego del doppio delle cabine con un'efficienza ridotta solo del 22% grazie ad una rete di pozzi disegnata specificatamente per permettere loop ridondanti e direzionamento flessibile di ciascuna unità.

In particolari situazioni, è possibile diramare l'ordine di disattivare tutti o alcuni turbolift. In questi casi il personale può ancora spostarsi tra le aree attraverso una rete di scale verticali e tubi di Jeffries. Quando una nave è attraccata ad una base compatibile (dotata di sistemi appositi per l'operatività in sincronia), la rete dei turbolift si connette a quella della base ospitante, garantendo un passaggio facilitato senza bisogno di attracco ombelicale. Quando le reti sono connesse, le cabine possono viaggiare liberamente tra la nave e le varie aree della base.

Il Teletrasporto

Le piattaforme sono pensate per condividere il buffer degli schemi a due a due, generalmente ubicato nel ponte inferiore alle camere di teletrasporto. I teletrasporti di emergenza sono progettati per accedere al buffer degli schemi delle piattaforme tradizionali per supplire al loro buffer. In questo modo, nonostante una riduzione del 31% della capacità disponibile normalmente rispetto ai buffer condivisi tradizionali, si ha un incremento del 50% nelle situazioni di emergenza. Gli scafi esterni sono dotati di una serie di emettitori che includono uno scanner a immagini molecolare a lungo raggio e bobine di transizione di fase. Sono posizionati lungo lo scafo della nave e coprono tutti i 360° sui tre assi. C'è una sufficiente sovrabbondanza nella copertura degli emettitori per poter operare adeguatamente anche in caso di rottura del 40% dei dispositivi.

Operazioni di Teletraporto

Le operazioni di teletrasporto possono essere suddivise in cinque tronconi principali. A causa della criticità del sistema, le operazioni ordinarie richiedono un addetto al teletrasporto sempre presente per monitorare e supervisionare tutto il processo.

Fase Uno e Due
scansione e acquisizione coordinate. Durante questa fase iniziale vengono programmate le coordinate di destinazione nel sistema del teletrasporto. Gli scanner controllano la distanza e il moto relativo della nave, così come le condizioni ambientali della destinazione. Durante questa fase, una serie di diagnostiche automatizzate assicura che la piattaforma e relativo sistema funzioni nei normali parametri stabiliti per il trasporto del personale.
Fase Tre
energia e smaterializzazione. Lo scanner a immagini molecolare produce uno schema a risoluzione quantica del soggetto da teletrasportare, mentre le bobine di energizzazione primaria e di transizione di fase provvedono a convertire la persona in un flusso di materia subatomica.
Fase Quattro
buffer degli schemi e compensazione doppler. Il flusso di materia è tenuto brevemente nel buffer, consentendo così al sistema di compensare lo spostamento della nave relativo alle coordinate di destinazione dovuto all'effetto doppler. Il buffer opera anche come sistema di sicurezza in caso di malfunzionamento permettendo di annullare il teletrasporto, ridirigendolo su un'altra piattaforma.
Fase Cinque
trasmissione del flusso di materia. Dagli emettitori dello scafo esterno viene trasmesso il flusso di materia, tenendolo isolato all'interno del confinamento anulare fino al raggiungimento della destinazione.

Componenti di Sistema

Camera di teletrasporto
È il volume protetto in cui si effettuano le operazioni di materializzazione/materializzazione. La piattaforma è elevata rispetto al pavimento per ridurre la possibilità di scariche statiche, le quali sono possibili durante il processo.
Console dell'operatore
La console di controllo permette all'addetto di monitorare e controllare tutte le funzioni del teletrasporto. Permette inoltre di operare manualmente, aggirando le sequenze automatiche a con opzioni di annullamento di emergenza.
Circuiti di teletrasporto
Vi è un subprocessore dedicato, posizionato su un lato della camera. Controlla e organizza le operazioni di teletrasporto, includendo anche le sequenze di diagnostiche.
Bobine di energizzazione primaria
Installate al di sopra della piattaforma della camera di teletrasporto, generano il potente raggio di confinamento anulare (ACB), che crea una matrice spaziale durante il processo di materializzazione e smaterializzazione. Un campo secondario trattiene il soggetto all'interno dell'ACB. Questo è un protocollo di sicurezza, poiché un malfunzionamento dell'ACB durante le prima fasi di smaterializzazione comporta in una scarica di energia molto elevata.
Bobine di transizione di fase
Sono localizzate nella camera del teletrasporto. Sono dei manipolatori quantici a banda larga svolgono il compito di materializzare e smaterializzare. Tutte le piattaforme adibite al teletrasporto di persone lavorano a risoluzione quantica, mentre quelle adibite all'uso di cose si fermano a una risoluzione molecolare, ottimizzata per essere maggiormente efficienti dal punto di vista energetico. Essi, tuttavia, possono lavorare anche a risoluzione quantica se necessario.
Scanner a immagini molecolare
Ogni pad incorpora quattro serie ridondanti di scanner a immagini molecolare di 0.0012 micron lungo i tre assi. Apposite routine per la scansione degli errori permettono di ignorare uno degli scanner se non è in accordo con gli altri tre. Errori da due o più scanner fanno scattare un annullamento automatico nel processo di teletrasporto. Ogni scanner si scosta di 3.5 secondi d'arco dall'asse del raggio anulare di confinamento, permettendo una derivazione in tempo reale dello stato quantico usando una serie di compensatori Heisenberg dedicati.
Buffer degli schemi
Questo apparecchio consente di trattenere il flusso di materia in modo che il compensatore doppler può correggere può correggere la posizione dovuta al moto relativo tra emettitore e destinazione. Un set di buffer è condiviso tra due piattaforme. Le regole operative richiedono che almeno un buffer sia disponibile in caso di uno stop d'emergenza; in tale situazione, inoltre, il buffer deve essere capace di trattenere l'intero flusso di materia in sospensione per 420 secondi prima che avvenga una qualsiasi degradazione.
Biofiltro
Usato generalmente nel flusso di materia in rientro sulla nave, scansiona la materia entrante alla ricerca di schemi corrispondenti a forme batteriologiche e virali pericolose e note. Dopo il rilevamento, il biofiltro esclude dal flusso entrante tali schemi.
Gruppi di emettitori
Montati sullo scafo esterno del vascello, questi gruppi provvedono a trasmettere il flusso di materia e l'ACB. Gli emettitori includono una matrice a transizione di fase e delle bobine di energizzazione primaria. Sono inclusi anche tre cluster di scanner a lungo raggio per fuoco virtuale molecolare usati duranti la fase di salita in nave. Sono ridondanti e se usati con la tecnica di fase inversa, possono trasportare un soggetto da e per delle coordinate all'interno del volume abitabile della nave.
Scanner di localizzazione
Un set di sensori localizzati lateralmente, superiormente e inferiormente determinano le coordinate, includendo distanza e velocità relativa rispetto alla destinazione. Oltre a tutto ciò provvede a dare informazioni riguardanti l'ambiente di arrivo. Le coordinate di destinazione possono essere determinate attraverso l'uso dei sensori di navigazione, tattici e scansionando le comunicazioni. Per trasporti all'interno della nave si possono utilizzare i sensori interni. Il personale della nave può essere localizzato usando il segnale del comunicatore.

Funzioni del Teletrasporto

Teletrasporto all'interno della nave
Questa procedura esegue un doppio teletrasporto. Dapprima smaterializzato e mandato ad una sala e alla sua relativa camera, anziché venire materializzato, il flusso di materia viene inviato ad un secondo buffer che lo trasmette a un secondo emettitore, il quale, infine, materializzerà il soggetto alla destinazione prevista. Di fatto, questo teletrasporto consuma all'incirca il doppio dell'energia di un trasporto normale e generalmente non è impiegato, ad eccezione di situazioni di emergenza. Durante tutte quelle situazioni che richiedono il trasporto di molte persone non è impiegato poiché dimezza la capacità (raddoppiando i buffer necessari) di teletrasporto a causa del duty-cycle di raffreddamento dei buffer.
Trattenere gli schemi nel buffer
Un trasporto che non ha ancora iniziato il ciclo di materializzazione, può essere trattenuto nel buffer senza subire degradazioni fino a 420 secondi; il tempo è dipendente dal flusso di materia presente. La normale procedura prevede che dopo la compensazione doppler è stata effettuata il buffer sia svuotato ed avvenga la materializzazione. Tuttavia questa opzione può risultare utile in caso di problemi agli emettitori o per questioni di sicurezza, mantenendo il soggetto nel buffer ritenuto pericoloso nel buffer fino a che un ufficiale della sicurezza non sarà disponibile nella sala teletrasporto.
Risoluzione molecolare
Soggetti viventi sono sempre trasportati attraverso l'uso di una risoluzione quantica. Nell'interesse di non sprecare energia, molti oggetti inanimati sono trasportati con l'uso di una risoluzione molecolare. Nonostante i trasporti per le persone sia settato e ottimizzato per l'uso della risoluzione quantica, essi possono essere impostati per usare la più modesta risoluzione molecolare, se desiderato.
Dispersione
Disabilitando il raggio di confinamento anulare si causerà una materializzazione del flusso di materia senza riferimenti per la ricomposizione. In questo caso il trasporto genererà una forma casuale di gas dissociati e particelle microscopiche. Il disimpegno della sequenza di trasporto automatizzata da parte dell'operatore può comportare la disattivazione dell'ACB per permettere di rendere inoffensivo un materiale pericoloso, quale un dispositivo esplosivo. Esistono due blocchi di sicurezza per prevenire che il confinamento venga disattivato accidentalmente. Generalmente la dispersione è accompagnata da un trasporto nello spazio.
Trasporto a velocità warp
Teletrasportare attraverso un campo warp richiede un settaggio del raggio di confinamento anulare a 57 MHz; è richiesto inoltre che la nave e la destinazione siano contenute all'interno di un campo di curvatura identico a livello nominale come fattore. Un errato mantenimento dello stesso valore di curvatura consegue ad una grave perdita del confinamento anulare e dell'integrità degli schemi. Una perdita dell'integrità degli schemi è fatale per il trasporto degli esseri viventi.

Limitazioni d'uso

Portata
Nelle normali operazioni la portata è approssimativamente 40.000 Km ed è dipendente dalla massa da trasportare e dalla velocità relativa tra punto di partenza e destinazione. I trasporti di emergenza hanno una portata limitata, che arriva al massimo a 15.000 Km, ed è comunque dipendente dalla potenza disponibile.
Interferenze degli scudi
Quando gli scudi sono alzati per difendere la nave, è impossibile propagare correttamente il raggio di confinamento anulare che normalmente usa bande EM e del subspazio. Oltretutto, le distorsioni spaziali emesse dagli scudi possono seriamente danneggiare l'integrità degli schemi. Per queste ragioni, il teletrasporto non è possibile quando gli scudi sono alzati.
Duty-cycle
Nonostante l'autosequenza per il trasporto impieghi circa cinque secondi, il buffer degli schemi necessita di resettarsi e raffreddarsi. Mediamente questo processo impiega circa 87 secondi, portando un ciclo completo a 92 secondi. Tuttavia, la materia può essere trattenuta su qualsiasi buffer, rendendo possibile operazioni multiple sulla stessa piattaforma. Il duty-cycle è dipendente, dunque, dal numero di buffer degli schemi presenti a bordo di ogni nave.

Il replicatore

Il replicatore della materia, basato sul teletrasporto, è uno dei più rilevanti utilizzi di tale tecnologia. Queste apparecchiature permettono di replicare virtualmente qualsiasi oggetto inanimato con incredibile fedeltà ad un costo energetico relativamente basso. Esistono diversi tipi di REPLICATORE, ma in genere, le famiglie principali sono due: il replicatore alimentare e quello per componenti. I replicatori funzionano utilizzando una bobina a transizione di fase posizionata per formare una camera di materializzazione.

In questa camera viene trasportata la materia necessaria a formare il prodotto richiesto, ma al posto di usare uno scanner a immagini molecolare per determinare lo schema, una matrice di trasformazione geometrica quantica è usata per modificare il flusso di materia e riprodurre lo schema prescelto (cibo, abiti, etc...) da un archivio digitale.

Replicatore Alimentare

Il replicatore alimentare è ottimizzato per una risoluzione più fine, data la necessità di un'accuratezza a livello chimico per poter garantire la corretta composizione dei cibi. Esistono appositi replicatori alimentari modificati utilizzati nelle infermerie e nei laboratori scientifici per sintetizzare correttamente farmaci o attrezzature scientifiche. L'approvvigionamento del cibo a bordo delle navi e delle basi stellare è garantito proprio dai replicatori dunque, che possono ricreare centinaia, ed anche migliaia di tipi di cibi e bevande diverse. Il limite è dato dal numero di schemi memorizzati nel database. In una nave stellare si può raggiungere la soglia di 5.000 tipi di cibi diversi archiviati.

Spesso le unità di replicazione vengono raggruppate per servire un maggior numero di persone contemporaneamente e trarre vantaggio dalla condivisione dei dati sui modelli, le unità di potenza e i condotti per la materia grezza. Per minimizzare il dispendio energetico, la materia grezza per i replicatori alimentari è stoccata in forma di particelle organiche sterilizzate in sospensione, formulate statisticamente per richiedere la minima manipolazione per riprodurre la più ampia varietà di cibi.

Nonostante gli errori di replicazione dovuti alla compressione siano trascurabili dal punto di vista nutrizionale, alcune persone potranno notare un gusto diverso in alcune pietanze. Inoltre, certi tipi di spezie altariane tendono a diventare parzialmente tossiche quando replicate, dunque se ne evita tale procedura. In caso si volesse archiviare un nuovo oggetto per poterlo replicare, esso deve essere posato nella camera di materializzazione. Una serie di scanner molecolari leggeranno la geometria quantica dell'oggetto, in maniera simile a come fatto per il teletrasporto.

Replicatore Industriale

Essi sono costruiti in diverse dimensioni, dipendenti dalla specifica applicazione. Il più grande replicatore industriale della flotta stellare conosciuto è ubicato ai cantieri di utopia planitia su Marte e misura 50.3 metri per 72.6. Questo replicatore è utilizzato soprattutto per produrre grandi parti delle strutture delle navi stellari, da assemblare successivamente. Unità più piccole sono dislocate lungo le varie basi stellari e navi per produrre nuovi tipi di parti o ricambi nelle operazioni spaziali e planetarie. Per esempio, due replicatori industriali furono donati al governo bajoriano per la ricostruzione dopo la ritirata cardassiana. Ogni unità misura 2.3 x 4.7 x 6.1 M e pesa 12.4 tonnellate.

Esso è composto dai seguenti componenti:

I contenitori di materia accettano materiali in qualsiasi stato, ed i sensori interni a tale sezione riconoscono e analizzano i composti ricevuti. Una comparazione tra ciò che si inserisce come materia grezza e l'oggetto voluto determinerà l'ammontare energetico richiesto. Sostanze appartenenti agli stessi gruppi della tavola periodica richiederanno meno energia rispetto a quelli più distanti. Alcuni materiali appartenenti ad alcuni gruppi di elementi, quali il latinum, non possono essere replicate a causa della loro composizione.

Il processore di elaborazione prepara il modello matematico dello stato quantico degli atomi dell'oggetto da replicare; tale modello viene letto da un chip isolineare e viene passato al manipolatore della materia, che, grazie all'energia messa a disposizione, inizia a spezzare e ricombinare i legami molecolari per costruire le molecole necessarie all'oggetto finale. La risoluzione quantica non è fissa, ma varia a seconda di quello che andiamo a ricostruire; se l'oggetto è un componente di ricambio in genere la risoluzione è più bassa, al contrario per i cibi è maggiore. Una risoluzione più accurata determina un dispendio energetico maggiore.

Anche la densità dei materiali può essere variata ed è utile per ricerca o test di replicazione. Il manipolatore della materia lavora a stretto contatto con l'emettitore per dar vita all'assemblaggio molecolare finale nel piano apposito. Una volta che viene ricreata correttamente la forma base, gli elementi trasformati vengono aggiunti per raggiungere la corretta densità.

Il primo stage di assemblaggio è condotto in un dominio subspaziale localizzato, per poi emergere nello spazio normale. L'unità concessa in uso ai Bajoriani consuma 3.41 chilogrammi di deuterio al minuto di operatività sostenuta. Possiede un sistema di diagnostica integrato per la manutenzione.

Vantaggi Logistici della Replicazione

L'uso dei replicatori riduce drasticamente i requisiti per il trasporto e lo stoccaggio dei cibi e delle parti di ricambio. Il fattore limitante è senz'altro il computo energetico per la sintetizzazione molecolare contro il trasporto e lo stoccaggio dei materiali a bordo del vascello. In caso di cibi, il costo nel mantenere un grande volume di rifornimenti deperibili diventa proibitivo, specie e consideriamo anche l'energia per la loro preparazione. Il costo energetico della sintetizzazione molecolare è giustificato, specialmente se si considera il riciclaggio estensivo dei materiali organici.

D'altra parte, alcune tipologie di parti di ricambio comuni e rifornimenti non sono convenienti da replicare. In questi casi, gli oggetti in questione vengono stoccati e non replicati, poiché energeticamente conveniente. In più, ricambi critici vengono tenuti in stive di carico per avere la possibilità di un ricambio in caso di situazioni di emergenza, quando l'energia a bordo e il sistema di replicazione potrebbero non essere sufficienti a ripristinare la nave.

Limiti dei Replicatori

Il limite maggiore del sistema di replicazione è la risoluzione a cui vengono archiviati gli schemi dei vari oggetti. Infatti, il teletrasporto ricrea oggetti a risoluzione quantica ed è sfruttabile per forme di vita, mentre i replicatori si fermano a livello molecolare, rendendoli inadatti per una forma di vita. A causa dell'enorme quantità di memoria necessaria per archiviare ogni singola molecola anche di un solo oggetto, è impossibile registrare l'esatta composizione, ma vengono usate tecniche di compressione e interpolazione.

Grazie a questi metodi è possibile ridurre la memoria necessaria per gli schemi molecolari di circa 3 miliardi di volte. Il singolo bit di in accuratezza non impatta in maniera significativa la qualità della maggior parte degli oggetti replicati, ma ovviamente preclude l'uso dei replicatori alla riproduzione di forme di vita. Infatti, errori di questo tipo possono severamente danneggiare il DNA di forme di vita e la loro attività neurale. Effetti cumulativi ricordano i danni dovuti ad esposizioni indotte a radiazioni.

I dati archiviati, sono essi stessi soggetti a limiti di accuratezza. Non è possibile archiviare lo stato quantico degli elettroni, e neanche ricreare accuratamente i dati del moto di Brownian. Ciò comporterebbe che la memoria necessaria all'archiviazione sarebbe incrementa di un miliardo di volte. Questo, in termini pratici, vuol dire che anche se i singoli atomi vengono riprodotti, l'attività degli elettroni e il moto atomico che dinamica biochimica che determina il pensiero e la coscienza di sé non possono esserlo.

La Sala Ologrammi

Fin dal lancio del primo satellite in orbita, ci si è posti il problema della durata dei viaggi stellari; l'equipaggio avrebbe dovuto rimanere psicologicamente sano e felice per poter assolvere ai propri compiti in maniera efficiente. Durante le prime missioni terrestri nell'orbita del proprio pianeta e satellite, gli astronauti ascoltavano musica attraverso strumenti di registrazione ed il controllo volo inviava dati con le notizie più recenti dal pianeta. Documenti e registrazioni video venivano inviate regolarmente alle stazioni e agli avamposti planetari dalla metà del ventunesimo secolo. Il desiderio di poter imbattersi in immagini, suoni oggetti da poter toccare non normalmente inclusi in un vascello stellare ha stimolato gli esploratori negli ultimi quattrocento anni.

I primi esperimenti furono rivolti ad allenamenti e sport, con immagini olografiche pilotate dal computer; nel corso degli anni si aggiunsero elementi acustici e migliorato le immagini olografiche. L'ultimo passo fu la creazione di ambienti completamente esplorabili. Nacquero le sale ologrammi così come le conosciamo ora con la possibilità di generare scenari iperrealistici di ogni genere. L'ultima grande evoluzione fu l'algoritmo di intelligenza artificiale per poter interagire con personaggi viventi olografici, ed in un'ultima istanza, come ultimo stadio, la creazione di un dottore olografico.

Il ponte ologrammi utilizza due sottosistemi principalmente: il sottosistema delle immagini ed il sottosistema di conversione della materia.

Sottosistema di conversione della materia e delle immagini

Il sottosistema delle immagini olografiche crea uno sfondo realistico, generando proiezioni ridimensioni per quanto riguarda gli oggetti distanti, ad esempio montagne, il cielo o le stelle viste di notte. Il sottosistema di conversione della materia crea oggetti veri utilizzando la materia grezza usata per i sistemi di replicazione. In condizioni di uso normale, una persona non dovrebbe essere in grado di distinguere la differenza tra un oggetto reale ed uno simulato. Il ponte ologrammi è in grado di ricreare esseri viventi, combinando la tecnologia del teletrasporto e dei replicatori per ricreare la forma voluta. Campi di forza manipolano costantemente la forma per poter ricreare i movimenti in modo realistico e naturale. Oggetti ricreati attraverso il sistema di conversione della materia possono essere portati via dal ponte ologrammi, anche se non saranno più sotto il controllo del computer.

Esseri viventi o immagini di sfondo non possono essere portati via, poiché necessitano di proiettori olografici per mantenere la loro esistenza. Sulle ultime navi della flotta stellare, in linea teorica, questo è divenuto possibile, anche se tali dispositivi vengono in genere usati solo per l'utilizzo del medico olografico di emergenza (MOE).

Diodo olografico omnidirezionale

La tecnologia base che sta dietro al ponte ologrammi è il diodo olografico omnidirezionale (OHD), che comprende due tipi di apparecchi miniaturizzati per generare campi di forza. Se ne trovano circa 400 per cm² e sono alimentati attraverso la normale rete energetica. Pareti, pavimento e soffitti sono ricoperti da questi circuiti, che sono prodotti in maniera molto semplice ed economica attraverso processi di stampa industriali. Una superficie è in genere ricoperta da dodici strati, per uno strato complessivo di 3.5 MM, saldati a una sottostruttura leggera, utile anche al raffreddamento, per un totale di 3.04 cm.

L'emettitore primario, a livello di materiali, include keiyurium, silicone animide e il superconduttore DiBe-2-Cu 732. Ogni singolo OHD misura 0.01 mm. La rete ODN invia impulsi simili a quelli presenti nei display, tuttavia, i segnali vengono spezzati per piccole superfici, in modo da rendere maneggevole e veloce il cambiamento. Ogni segmento controllato misura circa 0.61 m² ed una parte della potenza di calcolo del computer principale è dedicata alla gestione dei ponti ologrammi.

Oltre alla possibilità di creare immagini stereoscopiche, i diodi possono manipolare campi di forza per permettere al ponte ologrammi di far provare al visitatore la sensazione che gli oggetti siano effettivamente all'interno della sala. Il visitatore può osservare solo il paesaggio che è nella sua linea di fuoco, mentre i retrostanti verranno ricostruiti man mano che si sposta. La parte ottica del diodo dunque genera la parte visiva delle superfici, mentre la parte che genera campi di forza consente di produrne di deboli se paragonati al raggio traente e al deflettore di navigazione, seppur di uguale tipologia. Dato l'alto numero di diodi presenti, l'effetto sovrapposto è sostanziale. I campi di forza possono essere settati per realizzare un determinato effetto tattile. L'ambiente può inoltre essere fisso, con segnalazione delle pareti, oppure scorrevole e virtualmente senza limiti di esplorazione, se non nella programmazione e nella memoria del computer.

Protocolli di sicurezza

In un ambiente come un vascello o una starbase federali, la sicurezza è di primaria importanza ed è tenuta in considerazione in tutti i sistemi all'interno della nave o della stazione spaziale. Proprio poiché trattasi di ambienti sempre molto controllati, in cui prevale la routine, le emozioni che si possono provare durante una delle sfide proposte all'interno del ponte ologrammi sono funzionali al benessere psicologico di molti fra i membri dell’equipaggio. Vi sono tuttavia sistemi di protezioni atti ad evitare qualsiasi ferita di entità grave o mortale, sebbene non è da escludere la possibilità di graffi ed escoriazioni durante alcune simulazioni. Questo può avvenire anche per utenti esperti.

Supporto Informatico

La tecnologia informatica della Federazione ha permesso di sviluppare sistemi di assistenza avanzata basata sull'Intelligenza Artificiale. Questi approcci vanno dalla gestione automatica del bilanciamento del carico computazionale di bordo, alla gestione autonoma di svariati sistemi senza necessità di un operatore. Il Computer di bordo amministra tutte queste funzioni.

I.A. Olografiche d’Assistenza ed Emergenza

Sulla base dell’esperienza degli ologrammi multiuso dotati di capacità relazionali avanzate, la Flotta Stellare ha iniziato nel 2388 lo sviluppo di intelligenze artificiali volte all'amministrazione autonoma di piccole strutture e avamposti. Nonostante i test siano ancora in corso, e molti siano gli scetticismi ad affidare l'amministrazione di strutture complesse al solo computer di bordo, alcune navi e basi sono state dotate di I.A. avanzate, capaci di assumere, all'occorrenza, anche forma corporea in tutti i locali dotati di proiettori olografici. Le I.A. di bordo possono essere attivate solo in determinate situazioni, rispettano le leggi della robotica e comunque il loro livello di accesso al computer rimane sempre inferiore a quello dell'ufficiale abile al comando più alto in grado. L'I.A. di bordo può ottenere i codici di comando del vascello se e solo se si verificano almeno due di queste condizioni:

  1. Non esiste a bordo un ufficiale abile al comando
  2. L'integrità del vascello o dell'equipaggio sono poste in serio pericolo
  3. Il vascello ha perso il link di comunicazione remoto con la Flotta Stellare

Licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA 4.0
Licenza dei Contenuti