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Compendio di Comunicazioni

Le comunicazioni di una nave o di una stazione spaziale sono principalmente di quattro tipi:

In ognuna di queste situazioni la nave deve essere in grado di trasmettere e ricevere voce e dati, sia in modalità aperta che protetta, senza dispersione del segnale.

Comunicazioni Subspaziali

La possibilità di comunicare a distanza stellare è ciò che permette di tenere unita la Federazione, così come qualunque unità politica interstellare. La scoperta della comunicazione subspaziale è arrivata qualche tempo dopo la scoperta della propulsione a curvatura e ha permesso di “mandare in pensione” le navi staffetta e postali che allora erano comuni. Gli apparati di comunicazione di una nave della Flotta Stellare incorporano tutte le più avanzate tecnologie di cui dispone la Federazione, in virtù soprattutto della difficoltà in cui spesso si trova una nave quando è nella necessità di comunicare (situazioni di battaglia, fenomeni astronomici, pericoli per la navigazione, etc...).

Normalmente, la console di comunicazione (COMM) è accoppiata alla console tattica (TAT) e dipende dall’Ufficiale Tattico di servizio in plancia; quest’ultimo deve controllare non solo le comunicazioni propriamente dette, ma anche le eventuali contromisure elettroniche da attivare o superare per avere una comunicazione allo stesso tempo chiara e protetta, avvalendosi dell’assistenza del personale ingegneristico della console operazioni (OPS) qualora sia necessario un intervento di carattere tecnico.

Comunicazioni interne alla Nave

Il network di computer dedicati alle comunicazioni interne alla nave monitora continuamente le sezioni abitate della nave, in attesa di un segnale che indichi l’intenzione da parte di un ufficiale di comunicare. Esistono vari modi di iniziare una comunicazione: pronunciare semplicemente, ad alta voce, il nome del destinatario e il messaggio da inoltrare (come, per esempio: “ufficiali a rapporto in plancia”): il computer provvede automaticamente a rintracciare il comunicatore del destinatario e ad inoltrare il messaggio. In alternativa, la modalità più usata anche per una questione di abitudine, consiste nello sfiorare il proprio COMUNICATORE personale, per attivarne la funzione di inoltro: per quanto non sia una procedura necessaria, poiché la comunicazione verrebbe comunque inoltrata dal computer di bordo, serve a segnalare l’imminenza di un inoltro, riservandosi uno dei canali disponibili.
Infine è sempre possibile attivare la comunicazione agendo sui pannelli localizzati nella nave (corridoi, intersezioni, stanze) e comunicando destinatario e messaggio (vocalmente o digitandolo). In tutti questi casi il computer, dopo aver appreso chi è il destinatario della comunicazione, procede in tempo reale a recapitare il messaggio, avvalendosi della velocità dei protocolli FTL di cui è dotato.

Per terminare la comunicazione si può premere il comunicatore, come quando si è lontani dalla nave o dalla stazione, oppure dichiarare al computer che la comunicazione è terminata (“fine, termine, stop, out” sono tutti termini che il computer riconosce); oppure, si può terminare informalmente la comunicazione: in questo caso, dopo un’attesa di alcuni secondi, se il computer non riconosce segnali di comunicazione tra le voci che prima si stavano parlando tra loro, chiude autonomamente il canale. Nelle situazioni di emergenza, il computer può inoltrare automaticamente messaggi di avvertimento o di pericolo, anche a singoli ufficiali; in ogni caso, anche in situazioni non di emergenza, i protocolli di comunicazione tendono a privilegiare le trasmissioni secondo la scala di comando (un messaggio del Capitano, cioè, sarà inoltrato con precedenza su qualunque altra comunicazione; di seguito un messaggio del Primo Ufficiale, e così via). L’unica eccezione è rappresentata dall’Ufficiale Medico Capo, che in caso di emergenza ha priorità in tutte le comunicazioni destinate al personale medico o di comando.

Analogamente alle trasmissioni vocali, anche le trasmissioni dati seguono gli stessi protocolli di precedenza; le differenze sono rappresentate dal fatto che bisogna sempre stabilire non solo cosa si vuole trasmettere, ma anche da chi a chi, e che non sono possibili trasmissioni dati ad un comunicatore, ma solo al nucleo del computer, a una console, ad un tricorder o ad un padd. Anche all’interno della nave, le trasmissioni possono essere criptate; in questo caso, se si tratta di trasmissioni vocali e il destinatario non è isolato (il computer può desumere la presenza di altre persone data la vicinanza di più comunicatori), il messaggio stesso viene inoltrato tramite i terminali del traduttore universale anziché tramite l’altoparlante del comunicatore.

Comunicazioni con la superficie

Lo scopo principale di queste comunicazioni è quello di mantenere il contatto con squadre di esplorazione, o con altre persone sul pianeta (membri del corpo politico, diplomatici, personale federale o della Flotta, eccetera). Le trasmissione esterne, su piccola scala, possono essere effettuate con qualsiasi sistema noto alle Federazione, dalle onde radio alle comunicazioni subspaziali su banda ristretta; normalmente si preferisce questo ultimo sistema, perché è più veloce e consente una miglior precisione del segnale, ma ovviamente la scelta dipende in massima parte dal livello tecnologico del destinatario.

Benché l’uso di una banda subspaziale ristretta abbia un limite di decadimento del segnale di circa 60/80.000 Km (a seconda delle condizioni locali del subspazio), normalmente la trasmissione avviene a meno della metà di questa distanza, dato il limite di 40.000 Km del teletrasporto. La comunicazione fra nave (o stazione) e superficie può venire attivata sia premendo il comunicatore, sia tramite i sistemi di trasmissione dati dell’equipaggiamento (tricorder e padd), che possono essere usati anche per la trasmissione audio. Allo stesso modo si chiude la comunicazione; in questo caso, per motivi di sicurezza, il computer non chiude automaticamente la trasmissione, ma la lascia aperta fino a quando una delle parti in comunicazione non dà l’ordine di interromperla. Per motivi di sicurezza, le trasmissioni tra membri dell’equipaggio a terra e equipaggio di plancia di un vascello o starbase sono sempre criptate, anche se il livello di sicurezza e il canale tramite il quale viene inoltrata la comunicazione possono dipendere dalla situazione contingente.

Comunicazioni tra Navi e Stazioni

Le comunicazioni fra navi e stazioni possono avvenire tra vascelli e starbase della Flotta, federali, neutrali od ostili, oppure anche sconosciute, su scala locale o su scala stellare. Nel caso di comunicazione con navi note, i computer contengono sia i protocolli per trasmettere e ricevere dati in formato comprensibile (scanning audio e video, frequenze, pacchetti dati), sia i collegamenti al traduttore universale, indispensabili per la reciproca comprensione.

Il sistema di trasmissione scelto dipende ovviamente da chi si ha di fronte e dal suo livello tecnologico (comunicazioni subspaziali oppure onde radio), mentre la distanza determina l’uso di banda subspaziale (se si può usare) stretta oppure allargata. Nel caso di comunicazione limitata alle onde radio, risulta chiaro che, al di là di un pacchetto di informazioni che servono a iniziare la comunicazione, la trasmissione stessa dovrà essere posposta fino a quando non verranno ridotti a tempi accettabili i ritardi di risposta. Nel caso di comunicazioni con navi sconosciute, la norma è quella di stabilire un contatto solo in prossimità del vascello, meglio se a distanza di teletrasporto, indipendentemente dalle capacità tecnologiche o dalle apparenti intenzioni dello sconosciuto. La dimostrazione di intenzioni pacifiche, da parte di una vascello della Flotta, è sempre il primo passo per stabilire relazioni amichevoli e proficue.

Comunicazioni con network stellare

Vascelli e starbase federali sono sempre connessi (dove disponibile) al network di comunicazioni della Flotta Stellare, tramite il quale possono collegarsi sia ad altre navi e stazioni spaziali, sia ad installazioni planetarie, sia anche a centri governativi di pianeti membri della Federazione, nonché alle banche dati di tutti questi soggetti. Sempre tramite il network della Flotta, una nave stellare può collegarsi a centri privati di comunicazione, o a banche dati civili.

Tutto e solo lo spazio interno della Federazione è costellato da ripetitori subspaziali; il segnale subspaziale ad ampia banda, infatti, tende a degradare appena oltre i 22 AL (anni luce), precisamente 22.65 in condizioni standard, e a rallentare decadendo nello spazio normale. I ripetitori innalzano la potenza del segnale, lo ripuliscono da eventuali disturbi (fruscìo subspaziale) e lo inoltrano mantenendo la velocità del segnale a curvatura 9.9997.

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